Space Needle: come visitare la torre rotante di Seattle

Space Needle Seattle cosa vedere

Lo Space Needle, oltre ad essere diventato nel tempo il simbolo per eccellenza di Seattle, è un vero e proprio osservatorio panoramico sulla città. È quindi quasi impossibile escluderlo dalle cose da vedere in città, sia perché permette di toccare con mano un vero e proprio pezzo di storia degli Stati Uniti sia per l’opportunità di scattare delle belle foto ricordo dall’alto dei suoi 184 metri di altezza. Andiamo a scoprire come organizzare una visita su questa torre futuristica.

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Dove si trova e come arrivare

Lo Space Needle si trova all’interno del complesso conosciuto come Seattle Center che venne ideato e costruito per ospitare l’Expo del 1962. Il quartiere che lo ospita è il Lower Queen Anne conosciuto anche con il nome di Uptown.

Se siete già in zona downtown Il modo più comodo per arrivare con i mezzi pubblici di Seattle è quello di usare la famosa monorotaia che collega direttamente il Westlake Center con una stazione all’interno del Seattle Center vicinissima allo Space Needle.

Sono comunque disponibili molti parcheggi in zona (fra cui quello ufficiale dello Space Needle che dispone di valet parking) anche se i prezzi non sono molto economici soprattutto se si intende restare buona parte della giornata ad esplorare la zona.

Biglietti e info utili

Visitare lo space needle di seattleLo Space Needle è aperto tutti i giorni dell’anno, però talvolta può capitare che venga chiuso per qualche ricorrenza particolare o eventi privati. Gli orari di apertura variano leggermente a seconda della stagione, per questo vi invito a controllare sul sito ufficiale.

I prezzi dei biglietti per salire sullo Space Needle partono dai circa 33$ per gli adulti e 25$ per i ragazzi dai 5 ai 12 anni. In linea generale (controllate comunque per sicurezza) se volete risparmiare qualcosa dovrete scegliere un lasso temporale che va o dalle 10:00 alle 12:00, oppure dalle 18:00 alle 19:30 i biglietti sono infatti un po’ più costosi nella parte centrale della giornata. Come potrete quindi intuire da quanto detto, i biglietti sono venduti con prenotazione di data e orario.

Se state più di un giorno a Seattle vi consiglio di prendere il Seattle CityPASS che, oltre ad includere l’accesso allo Space Needle vi permetterà di visitare alcune fra le attrazioni più famose della città fra cui il Seattle Aquarium e il Museum of Pop Culture.

Cosa fare allo Space Needle

Space needle Cosa VedereUno dei punti di forza dello Space Needle è sicuramente rappresentato dalla possibilità di osservare la città di Seattle che si sviluppa a 360° sotto di voi. La cupola panoramica è composta di due piani: quello inferiore completamente al chiuso e quello superiore con il corridoio esterno all’aperto.

Ci sono alcune opzioni particolari che metteranno alla prova anche il vostro coraggio, come il pavimento in vetro della zona denominata The Loupe, nella sezione inferiore, che vi permetterà di osservare quello che si trova sotto di voi (un po’ come succede allo Skywalk del Grand Canyon) e anche il meccanismo che permette alla cupola di girare (per fare un giro completo ci mette un’ora). Sicuramente non è un’attività consigliata a chi soffre di vertigini.

Le ampie vetrate presenti lungo tutto il perimetro dello Space Needle vi permetteranno di osservare il panorama senza antiestetiche interruzioni. Fra una vetrata e l’altra troverete anche alcune aperture di qualche centimetro che vi permetteranno di scattare foto senza alcun tipo di riflesso (fate ovviamente maggior attenzione a non far cadere il vostro smartphone!). Anche le panchine sono pensate per non ostruire la vista dato che sono state costruite interamente in vetro.

Se volete rifocillarvi accompagnati da un panorama sicuramente originale e non da tutti i giorni, avrete a disposizione il The Atmos Café, pensato per chi ha voglia di assaggiare qualche piatto tipico di questa zona degli Stati Uniti accompagnato da una birra locale, oppure mangiare un più semplice panino o hamburger.

Se volete avere un’anteprima di quello che vi aspetta una volta raggiunta la terrazza panoramica potete utilizzare questa webcam interattiva a 360°.

Dove mangiare in zona

Ecco alcuni consigli su dove mangiare vicino allo Space Needle:

  • Queen Anne Beerhall: consigliato sopratutto se avete nostalgia dei sapori europei, si trova in una location molto grande e caratteristica che richiama l’architettura delle birrerie tedesca. Ovviamente la selezione di birre è molto ampia e la qualità non manca.
  • Collections Cafe: chi ha voglia di mangiare un più classico hamburger può optare per questa scelta, che comunque offre anche un menù molto variegato che comprende insalate, zuppe e piatti a base di pesce che sarà in grado di accontentare i gusti di molti.
  • La Marzocco Cafe: siete in astinenza da caffè italiano? Qui potrete assaggiare qualcosa che ci si avvicina molto al nostro amato espresso da gustare in un ambiente moderno e piacevole.

Lo Space Needle è l’unico osservatorio sulla città?

Space needle Cosa Vedere

No, se volete considerare qualche altra alternativa e godervi lo skyline della città da una prospettiva diversa potete optare per le seguenti soluzioni:

  • Lo Sky View del Columbia Center: è considerato il più alto osservatorio del Pacific Northwest (si trova al 73° piano a più di 270 metri di altezza). Da questo punto di vista privilegiato potrete ammirare anche in lontananza lo Space Needle, la Smith Tower e tutti i grattacieli di Seattle che si ergeranno sotto di voi. Potete acquistare i biglietti cliccando qui.
  • Smith Tower: una location molto elegante visto che il palazzo in cui si trova è anche il più vecchio grattacielo di Seattle. Durante i mesi estivi offre anche la possibilità di accedere ad un elegante rooftop bar con vista sulla città. L’osservatorio è invece aperto tutti i giorni dell’anno
  • Water Tower Observation Deck: si trova nel Volunteer Park di Seattle e vi si può accedere gratuitamente. Tenete però conto che non è una location perfetta per fare delle foto perché, pur offrendo un panorama notevole, in tutte le finestre sono presenti delle grate che renderanno molto complicato riuscire a fare lo scatto perfetto. È possibile accedere alla struttura dalle 10:00 fino al tramonto.

Dove dormire

Per scoprire i quartieri migliori per cercare un alloggio in città vi rimando al nostro approfondimento dedicato a dove dormire a Seattle. Se invece volete trovare la soluzione più vicino possibile allo Space Needle cliccate sul pulsante sottostante.

Dove dormire nei pressi dello Space Needle

Da Vancouver a San Francisco in 14 giorni: itinerario lungo il Pacific North West

Day 7 Crater Lake

Pubblichiamo il diario di viaggio del nostro amico Luca, che ha intrapreso un affascinante viaggio on the road lungo le maestose bellezze naturali del Pacific North West. Partendo da Vancouver in Canada, ha percorso in direzione sud la costa nord ovest del Pacifico, esplorando gli stati di Washington e Oregon arrivando infine in California. La bellezza mozzafiato che ha incontrato lungo questo percorso è destinata a rimanere indelebile nella memoria.     

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Day 1 Vancouver

Day 1 Vancouver vista da Stanley Park

Tre settimane fa abbiamo deciso di fare un viaggio negli Stati Uniti e dopo alcune valutazioni abbiamo scelto: costa nord-ovest in direzione sud!
Partiamo da Milano e con scalo a Francoforte e atterraggio a Vancouver nel primo pomeriggio.

Un piccolo inconveniente con un bagaglio danneggiato non ci ferma e partiamo dall’aeroporto con un taxi per l’appartamento che abbiamo affittato per una notte. Lasciamo lì i bagagli e con la metro andiamo in centro a Vancouver scendendo al capolinea della Canada Line (Waterfront). Lì passeggiamo guardando il Canada Place e il Downtown.

Non avendo molto tempo chiediamo a un taxi di portarci a fare un giro per lo Stanley Park, fermandoci in alcuni punti panoramici. Da lì ritorniamo a Canada Place per guardare lo spettacolo Fly over Canada! Con un maxi schermo simile all’IMAX dura circa 25 minuti e fa “volare” sui paesaggi più belli della nazione. I sedili si muovono come se si fosse in volo, tuttavia non siamo rimasti molto contenti, soprattutto per l’alto prezzo del biglietto.
Alle 22:00 a letto per riposarsi e prepararsi al viaggio verso Bellingham, WA.

Day 2 Vancouver-Bellingham

Day 2 Orcas islandsAiutati dal fuso orario ci svegliamo alle 4:30 del mattino per dirigerci verso la Pacific Central Station dove abbiamo prenotato il treno (Amtrack) alle 6:35 per Bellingham. Bisogna essere in stazione un’ora prima per le procedure alla dogana (molto lunghe). Il treno parte in ritardo perché alla dogana c’erano solo 3 agenti invece che 4. Il viaggio è confortevole, anche se lento rispetto ai treni italiani. In alcuni tratti è molto panoramico.

Scendiamo alla stazione di Bellingham e prendiamo un taxi per l’aeroporto dove abbiamo noleggiato una macchina con la quale guideremo fino a San Francisco.

Presa la macchina ci dirigiamo nel nostro appartamento e scarichiamo i bagagli. Facciamo una breve spesa da Winco e prepariamo i panini per il pranzo. Ripartiamo per il Deception Pass State Park dove ci fermiamo per un picnic. Il parco è meraviglioso, con spiagge e scorci mozzafiato sul mare. Merita davvero.

Da lì andiamo ad Anacortes (15 minuti di macchina) dove alle 15:30 parte il giro in barca che ci porta a vedere le orche! Il nostro giro è durato più di 4 ore. Si naviga in mezzo alle isole di San Juan, potendo apprezzarne la natura e le particolari conformazioni. Abbiamo visto le foche, due famiglie di orche, un’aquila e il suo nido, diversi harbor porpoise (dei piccoli delfini) e tanti uccelli marini. Assolutamente da non perdere.

Day 3 Bellingham – Issaquah

Day 3 Diablo Lake e Snoqualmie Fall
Snoqualmie Falls

Partiamo da Bellingham verso le 9:00 con alte aspettative: oggi incontriamo la catena delle North Cascades! Andiamo in direzione di Baker Lake con l’idea di provare una camminata sulle pendici di Mount Baker. Ma, arrivati nei pressi del lago, vediamo che Mount Baker è tutto coperto di nubi.

Perciò decidiamo di dirigerci verso il Visitor center del North Cascades National Park per chiedere informazioni su cosa fare visto il meteo. Il nostro desiderio era di fare una bella camminata con vista sui ghiacciai. Ci consigliano di provare ad andare al Cascade Pass ma purtroppo non ci stiamo con i tempi. Così attraversiamo il parco sulla Highway 20 fino a Lake Ros fermandoci nei punti panoramici. La strada è molto bella e facile da guidare ed è un’ottima opzione per vedere un po’ di questo parco.

Tornando indietro ci fermiamo al Colonial Creek Campground dove ci ritroviamo sulla spiaggia del Diablo Lake. Il luogo ci ammalia e ci fermiamo lì per il pranzo. Dopodiché partiamo a piedi per fare il Thunder Knob Trail. Dura circa 2 ore tra andata e ritorno ed è alla portata di tutti. Ci fa attraversare la foresta attorno al lago offendo alcuni scorci sul Pyramid Peak e i suoi ghiacciai. Finalmente! In cima alla camminata si ammira una bella vista su diversi punti del lago e le montagne circostanti.

Torniamo davvero soddisfatti e ripartiamo in direzione Snoqualmie Falls (le cascate di Twin Peaks!). Dopo un viaggio di 2 h 45 min arriviamo a queste cascate mozzafiato. Il parco è tenuto benissimo e c’è un percorso che porta a vederle anche dal basso. Pernottiamo a Issaquah e ci prepariamo per Seattle e l’Olympic National Park.

Day 4 Issaquah – Seattle – Forks

Day 4 Seattle and Mora Beach 2Partiamo da Issaquah alle 8:15 perché vogliamo fare colazione a Seattle al primo Starbucks di sempre, ma la coda per entrare ci scoraggia (il locale è molto piccolo ed affollato) e preferiamo lo Starbucks di fianco. Attraversiamo il vivace Pike Place Market e compriamo il cibo per il pranzo. È un mercato insolito per l’America, con bancarelle di tutti i tipi, soprattutto cibo e fiori.

Prendiamo la monorail (vedi la nostra guida su come muoversi a Seattle) che in due minuti ci porta allo Space Needle, una torre panoramica dalle forme futuristiche ispirate dalla corsa allo spazio, costruita per l’esposizione universale del 1962. Consigliamo di andare entro le 10 di mattina o in orario serale per pagare di meno, oppure di prenotare per evitare i lunghi tempi morti di attesa alle biglietterie.

In cima, aiutati dalla giornata tersa, ammiriamo Seattle dall’alto e in lontananza vediamo Mount Baker che il giorno prima ci si era celato. Ma ancora più imponente ci appare il Mount Reinier e ci chiediamo se forse sarebbe stato meglio passare un giorno esplorandolo. Scendiamo dallo Space Needle e ci dirigiamo verso la Olympic Peninsula.

Day 4 Seattle and Mora Beach 1L’idea iniziale è di fare il primo tratto in traghetto, ma le code ci scoraggiano e decidiamo di fare tutto il tragitto in macchina passando per Tacoma. Purtroppo troviamo molto traffico sul ponte dello Hood Canal (per chi volesse passare da qui consigliamo di controllare sul sito gli avvisi perché talvolta il ponte si apre per far passare le navi di grosso cabotaggio). Raggiungiamo Port Angeles e il Visitor Center dell’Olympic National Park ma per il traffico siamo in ritardo di due ore sulla nostra tabella di marcia e non riusciamo quindi a visitare la Hurricane Ridge che tutti però ci consigliavano.

Proseguiamo da Port Angeles verso Forks e lungo la strada ci fermiamo ad ammirare alcuni paesaggi lungo Lake Crescent. Giungiamo a Forks e da lì decidiamo di andare a mangiare sull’oceano a Mora. Troviamo un paesaggio mozzafiato mentre ammiriamo il tramonto sull’oceano. Il ristorante purtroppo è pieno ma scopriamo che è in corso una piccola fiera estiva con gazebo e street food molto economico. Ci rifocilliamo e torniamo nel nostro tranquillo bungalow nel bosco di Forks.

Day 5 Forks – Olympia

È domenica e ci svegliamo per andare a messa alle 8:30 nella St. Anne Catholic Church di Forks. Incontriamo una piccola comunità di persone di tutte le età e rimaniamo colpiti dalla bellezza dei canti accompagnati da chitarra, pianoforte e basso. I locali ci accolgono, ci salutano e ci augurano una buona giornata.

Ci dirigiamo verso la famosa Ho Rainforest. L’attesa è grande, ma quello che troviamo è ancora più grande: ci attraversa la strada un orso nero! L’emozione è grande ma le sorprese non finiscono qui, perché vediamo una piccola mandria di cervi che si abbeverano nel fiume Ho. Quando arriviamo al Visitor Center e comunichiamo alla ranger i nostri avvistamenti, lei rimane molto stupita e ci dice che è il nostro “lucky day”.

La nostra mattinata prosegue facendo due splendidi sentieri: lo Spruce Trail e la Hall of Mosses (in tutto circa due ore). L’atmosfera è fatata e la vegetazione regala sorprese ad ogni angolo, perché si tratta di una delle pochissime foreste pluviali in clima temperato. Ripartiamo prima di pranzo e andiamo verso l’oceano seguendo la strada principale.

Facciamo il nostro picnic e una breve passeggiata sulla spiaggia dell’Oceano Pacifico, dove la giornata da splendida viene improvvisamente avvolta da un banco di nebbia. Ripartiamo per la Ranger Station di Lake Quinault. Il lago è bellissimo, il sole è tornato a splendere ma uno di noi non si sente bene, per cui non facciamo il bagno e andiamo ad Olympia. La casa prenotata è bellissima ma i proprietari ci avvisano che poco prima del nostro arrivo si è rotta la pompa dell’acqua. Otteniamo il rimborso della spesa e troviamo alloggio al Best Western di Olympia. Airbnb ci paga la differenza di prezzo.

Day 6 Olympia – Redmond (OR)

Day 6 Mount Hood e Painted Hills1
Painted Hills

La notte al Best Western ci rigenera per quello che sarà il nostro vero “on the road day”: ci aspettano circa 8 ore di guida, e chissà quante sorprese. La prima meta è la gola del fiume Columbia, un luogo di una natura meravigliosa, reso leggendario dalla spedizione di Lewis e Clark. Dopo Portland, facciamo la prima parte sulla Historic Route con l’intento di ammirare dall’alto la gola, fermandoci per vedere le Multnomah Falls, dove però non troviamo parcheggio.

Proseguiamo fino alla Horsetail Fall, dove decidiamo di fermarci per percorrere un breve e ripido sentiero che ci porta alla cascata superiore. Ripartiamo in direzione Hood River, con l’intenzione di fermarci per una breve sosta, ma quello che troviamo ci ammalia: il fiume (che è largo quanto un lago) è pieno di kiteboarders e windsurfers che con le loro vele variopinte rallegrano il blu dell’acqua. Scopriamo che Hood River è la capitale mondiale del kiteboarding grazie ai forti venti che si incanalano in quel punto della gola.

Decidiamo di mangiare in riva al fiume ammirando lo spettacolo (ormai sta diventando una costante di questo viaggio il picnic di fronte a uno specchio d’acqua). Dopo pranzo ripartiamo in direzione Painted Hills, decidendo di costeggiare le pendici di Mount Hood. Appena ci stacchiamo dalla gola, cambia completamente il paesaggio, e ci troviamo in una valle dove i vigneti si alternano a coltivazioni di mele. Davanti a noi si staglia da subito Mount Hood con le sue pendici innevate, che piano piano si avvicinano.

Day 6 Mount Hood e Painted Hills2

La strada si addentra nella foresta fino a uno slargo dove ci fermiamo per un bagno rinfrescante in un ruscello. Ripartiamo e mentre ci lasciamo alle spalle Mount Hood, cambia nuovamente il paesaggio: la catena delle Oregon Cascades ci accompagna sulla nostra destra con le sue cime innevate, ma noi siamo su un grandissimo altopiano semidesertico.

Attraversiamo la riserva indiana di Warm Springs scoprendo che la strada ci fa scendere e risalire in un canyon scavato dal fiume Deschutes. Proseguiamo sull’altopiano in direzione Painted Hills dove lentamente la strada si innalza attraversando la splendida foresta di Ochoco (suggeriamo di fare benzina a Madras o a Prineville). Valicato il passo, scendiamo nel territorio delle Painted Hills, che tuttavia non si lasciano scoprire se non nell’ultimo chilometro di strada prima del parco.

Rimaniamo a bocca aperta e percorriamo la strada sterrata che attraversa il parco fermandoci in alcuni punti dove sono segnati dei sentieri. Ci accorgiamo che il momento migliore per vedere queste colline e i loro colori è proprio il tardo pomeriggio, perché sono esposte principalmente a ovest. Ci sono pochissimi turisti eppure c’è una ranger station attrezzata, tanto silenzio e tanta bellezza. Siamo dell’idea che non si può andare in Oregon senza passare da qui. Ripartiamo e ci dirigiamo a Redmond per pernottare, contenti di aver vissuto una giornata sorprendente, in cui ogni istante ci ha regalato tanta bellezza da vedere.

Day 7 Redmond – Chiloquin

Day 7 Crater Lake
Crater Lake

Dopo le fatiche del giorno precedente ci prendiamo una giornata dai ritmi più rilassati. In città facciamo rifornimento da Walmart e in tarda mattinata ci dirigiamo verso il Crater Lake, unico appuntamento della giornata. Dopo due ore di viaggio arriviamo all’oro del cratere, dove ancora si trovano lingue di neve. Il lago è a circa 2000 m di quota.

Appena la strada raggiunge l’orlo del cratere veniamo immediatamente colpiti dall’intenso color blu del lago contenuto all’interno. Il colore è dovuto alla notevole profondità del lago. Ci dirigiamo verso il Cleetwood Cove Trail, l’unico luogo dal quale si può scendere fino alla riva. Giunti in basso ci ritagliamo uno spazio all’ombra di un albero sedendoci su alcune rocce. Prima di pranzo c’è tempo per un rapido tuffo in acqua molto bella, tonificante e fresca. Poi continuiamo la nostra collezione di picnic e specchi d’acqua, ma non siamo soli perché ci assediano degli scoiattoli americani (tamia; quelli di Cip e Ciop) che pretendono di partecipare al nostro pranzo. Facciamo amicizia con alcuni loro condividendo pezzi di pane, foglie di insalata e, per la loro gioia, arachidi!

Approfittiamo della bella giornata per un pisolino in riva al lago appollaiati sulle rocce (non c’è una vera e propria spiaggia perciò la sistemazione è molto arrangiata; per chi vuole più agio conviene mangiare nelle aree picnic). Ci suggestiona scoprire che un tempo qui c’era un vulcano alto più di 3000 m che circa 7000 anni fa è esploso violentemente implodendo su se stesso dimezzandosi per altezza. Ora il medesimo luogo, un tempo teatro di distruzione, è la culla di uno spettacolo di raffinata bellezza dove l’acqua piovana e lo sciogliersi della neve generano un lago unico al mondo.
Verso metà pomeriggio riprendiamo la macchina e ci dirigiamo a Chiloquin dove abbiamo una bella casetta in una pineta per cenare e riposarci.

Day 8 Chiloquin – Mount Shasta

Day 8 Lava Beds2Siamo a metà viaggio ed entriamo oggi in California. Partiamo con calma in tarda mattinata dirigendoci verso il Lava Beds National Monument. Sappiamo che troveremo tracce significative dell’attività vulcanica di quest’area e pensiamo di fermarci solo qualche ora. Troviamo però una visita guidata da un Ranger appena dopo pranzo e ne approfittiamo.

Veniamo portati dentro i “lava tubes”, dei veri e propri tunnel sotterranei nei quali scorreva la lava. Siamo passati dal blu intenso di ieri ai grigi e ai neri. Scopriamo via via una serie di grotte dentro le quali è possibile camminare. Non è necessaria la torcia perché al Visitor Center la prestano ai turisti per l’intera giornata.

Day 8 Lava Beds1

Inoltre, il parco conserva la memoria della guerra del 1870 tra gli indiani Modoc e gli americani. Perciò alterniamo la visita alle grotte con quella ad alcuni luoghi di questo scontro. In particolare percorriamo il breve sentiero di Captain Jack’s Stronghold, dove una sessantina di Modoc si sono asserragliati prendendo come fortezza le conformazioni rocciose del terreno.

Finiamo la giornata visitando il Petroglyphs’ Point Trail e il monte sovrastante sul quale si sale attraverso un sentiero breve e ripido appena dopo il punto dei petroglifi. Siamo ormai a sera e ci dirigiamo verso Mount Shasta.

Day 9 Mount Shasta – Red Bluff

Day 9 Mount Shasta e tramonto a Red Bluff1Anche oggi la giornata ci serve su un piatto d’argento un altro gioiello della natura, il Monte Shasta, alto più di 4300 metri. Dormiamo bene nella cittadina omonima alle sue pendici e ci prepariamo a una giornata di camminate in montagna. Abbiamo studiato varie ipotesi di escursioni, ma decidiamo comunque di passare dalla Ranger Station in città per informarci sulle condizioni dei sentieri. Così scopriamo che una delle nostre candidate più autorevoli, Squaw Meadow, è inaccessibile a causa della neve.

Di conseguenza scegliamo l’Horse Camp Trail, un’agevole camminata di poco meno di tre chilometri con un dislivello di circa 330. Il sentiero è ben segnato e alla portata di tutti. In cima si arriva a un campo base, dove scopriamo una fresca sorgente d’acqua (anche oggi facciamo un picnic in prossimità di una fonte d’acqua). Dall’Horse Camp (2400 metri) il sentiero in realtà prosegue in direzione di Helen’s Lake (3300 metri), una conca piena di neve che in estati particolarmente torride di scioglie e forma un laghetto. Dal campo fino a Helen’s Lake ci vogliono almeno due ore se il passo è sostenuto.

Decidiamo di proseguire anche noi fino a Helen’s Lake per avvicinarci alle nevi perenni del Monte Shasta. Camminiamo per un’ora abbondante per arrivare ai margini dei nevai, e in lontananza vediamo la tenda dei Ranger posta vicino a Helen’s Lake. C’è tempo per ammirare il panorama è guardare dall’alto verso l’alto le cime di roccia rossa che trapelano tra le nevi. La discesa è un momento per divertirsi scivolando su varie lingue di neve in piccole gole che in un quarto d’ora ci riportano a Horse Camp.

Da lì torniamo alla base, prendiamo la macchina e ci dirigiamo in direzione Red Bluff, soddisfatti per una giornata di vera montagna. Lungo la strada ci fermiamo dal benzinaio e uscendo dalla macchina percepiamo i 40 gradi californiani (ecco la nostra guida sul clima della California). E pensare che siamo partiti dai 15 di Vancouver! A Red Bluff decidiamo di magiare la “steak”, affamati di carne rossa locale dopo aver visto sterminati pascoli di vacche a partire dal sud dell’Oregon.

Ci fermiamo alla Green Barn Whiskey Kitchen e ordiniamo tre tagli diversi di carne tenerissima e succulenta. La cena è memorabile e molto contenti ci ritiriamo nel nostro cottage in un ranch 27 km a est di Red Bluff sulla strada verso il Lassen National Park. C’è tempo per ammirare il tramonto californiano e poi ci addormentiamo.

Day 10 Red Bluff – Lassen – Arcata

Day 10 Il cratere del Lassen, Mount Shasta sullo sfondo e la farfalla
Cratere del Lassen

Ci svegliamo un po’ prima del solito perché abbiamo una giornata impegnativa davanti: Lassen National Park e poi 4 ore di macchina fino alla costa. Per un attimo siamo tentati di rinunciare al Lassen perché vediamo che il sentiero principale (Bumpass) è chiuso per lavori: lì si potevano ammirare numerose attività geotermali tipiche del parco. Tuttavia non demordiamo e ci dirigiamo nel parco, entrando da sud.

Il Visitor Center è molto attrezzato e riceviamo informazioni sulla condizioni dei sentieri: in alto infatti c’è ancora molta neve. Decidiamo di divederci su due sentieri diversi: due di noi partono dai Sulphuric Works (luogo di fumarole e fanghi ribollenti) per dirigersi ai Ridge Lakes, attraverso un percorso di circa 1,6 km di salita costante piuttosto ripida con alcuni punti coperti di neve. La vista finale è stupenda e appaga perché si vede un lago montano ancora circondato di neve e contornato da rocce rosate e fiori gialli.

Il terzo tra noi sceglie invece di arrivare in vetta al Lassen Peak (3200m circa). Per arrivare all’attacco della camminata si passa dal lago Helen che è ancora parzialmente ghiacciato benché siamo a fine luglio. La vista è meravigliosa perché regala acqua tersa e ghiacci azzurri.
Poco dopo, tra muri di neve, parte l’attacco del sentiero che raggiugne la vetta del Lassen. Il primo terzo di percorso è ancora coperto dalla neve, ma non è pericoloso. Basta calzare degli scarponi e si va tranquilli. La salita è costante durante tutto il sentiero, ma non è particolarmente impegnativa tanto che sono molte le famiglie con bimbi piccoli che si avventurano verso la vetta.

Mano a mano che si sale la neve diminuisce e aumenta il vento, che porta con sé numerose farfalle. In cima si gode di una vista a 360 gradi sulla California del nord e si ammira da vicino il cratere del Lassen, sapendo che prima o poi erutterà di nuovo. La salita è durata circa un’ora e quaranta mentre la discesa è molto più veloce perché, approfittando di numerose lingue di neve accanto al sentiero, si può scendere scivolando seduti su un k-way, con molto divertimento e poco rischio.

Dal Lassen partiamo per Arcata, sulla costa. La strada diventa ben presto impegnativa per le numerose curve attraverso la Trinity Forest. Bisogna armarsi di pazienza perché basta incontrare un truck per andare piano con poche possibilità di sorpasso. Raggiungiamo Arcata verso sera e veniamo avvolti da banchi di nebbiolina umida. Anche oggi siamo passati dai 40 gradi di Red Bluff ai 18 della costa. La nostra host è molto gentile e ci dà alcuni suggerimenti per il giorno successivo davvero utili.

Day 11 Arcata – Avenue of the Giants – Little River

Siamo ad Arcata perché avevamo intenzione di dirigerci brevemente a nord per visitare il Redwood National Park, e da lì ridiscendere a sud verso Mendocino. Ma la nostra host ci dice che per vedere le sequoie è inutile allungare verso nord, perché si passa dalla Avenue of the Giants, parte dell’Humboldt State Park. Proprio qui in realtà si trovano le sequoie più alte del mondo e in un’ora arriviamo al parco. Si esce dalla 101 per percorrere la cosiddetta Avenue of the Giants, un vero e proprio “viale” che entra nelle foreste vergini di sequoie.

Non appena entriamo le proporzioni cambiano perché ci ritroviamo sotto gli esseri viventi più alti del mondo, che raggiungono anche i 100 metri di altezza. Lungo la strada si trovano numerosi negozi di souvenir in legno, dove compriamo alcuni regali da portare in Italia (quando inizia la fase dei regali vuol dire che il viaggio volge al termine). Dopodiché entriamo nel parco e ci fermiamo per fare un sentiero attorno al Giant Tree, che con i suoi 115 metri di altezza è uno degli alberi più alti del mondo.

Bisogna stare attenti ai cartelli, perché la nostra intenzione era di fare un brevissimo loop di dieci minuti, ma sbagliando direzione facciamo un sentiero di un’ora e mezza nella foresta di sequoie: il percorso è sicuramente molto suggestivo ma sballa i nostri orari. Al termine facciamo un bagno nelle pozze del Bull Creek, seguito dal nostro consueto picnic. Dopodiché ci dirigiamo verso Little River, appena a sud della nota località di Mendocino.

La strada torna a essere subito molto tortuosa, come già avevamo visto il giorno precedente (in California non abbiamo trovato gallerie, perciò vista la conformazione montuosa di gran parte dello stato le strade seguono l’andamento dei pendii). Lungo la strada tuttavia troviamo una piacevole sorpresa, perché uno splendido esemplare maschio di cervo ha scelto di pascolare lungo il nostro tragitto, senza essere per nulla infastidito dalla (rara) presenza delle auto.

Ci fermiamo per diversi minuti ad ammirare una creatura davvero maestosa. Ripartiamo per Mendocino dove alle 17:30 andiamo a messa alla Saint Anthony Church. Prima di dirigerci verso il nostro cottage, passiamo dal Fern Canyon che non ci lascia particolarmente impressionati. Più interessante invece si rivela la Pigmy Forest, una foresta mignon di alberi anche antichi che però non riescono a svilupparsi in altezza a causa della particolare acidità del suolo. Cerchiamo poi un luogo adatto per ammirare il tramonto dalla costa e infine andiamo nel nostro cottage per cenare e riposarci. C’è da dire che tutta questa zona è molto cara, perciò potrebbe essere utile dormire nell’entroterra più che sulla costa.

Day 12 Little River – San Francisco

Siamo fortunati perché a pochi minuti dal nostro cottage una cooperativa di agricoltori (The Grange) organizza una volta al mese per 8 dollari a testa una colazione all-you-can-eat a base di pancakes e prodotti locali. Ci sediamo a una tavolata di americani delle fattorie, molto cordiali e accoglienti, che ci spiegano che con queste colazioni raccolgono fondi per progetti sociali nel loro territorio. Il cibo è delizioso e abbondante.

Da lì partiamo in direzione del Point Reyes National Seashore, l’ultimo parco che vedremo prima di entrare a San Francisco. Purtroppo sulla costa non prende quasi mai internet, e quindi non riusciamo ad avere informazioni su quale tragitto è più veloce. Scegliamo la strada costiera, la Highway 1, ma ben presto ci mangiamo le mani: il tracciato è lunghissimo e pieno di curve, con enormi difficoltà di sorpasso e frequenti rallentamenti dovuti al traffico e ai lavori stradali. Inoltre, il panorama, pur bello, non è tale da giustificare la scelta di questo tracciato. Probabilmente se avessimo percorso la 101 fino a S. Francisco per poi risalire su verso il Point Reyes il viaggio sarebbe stato più breve.

Raggiungiamo il parco con due obiettivi: osservare la faglia di sant’Andrea e vedere gli elefanti marini. La prima si trova accanto al Bear Valley Visitor Center. Da lì però scopriamo che per andare nelle spiagge dove si trovano gli elefanti marini occorre guidare ancora 45 minuti verso Point Reyes. Siccome non abbiamo tempo a sufficienza decidiamo di andare alla più vicina Limantour Beach dove mangiamo e ci fermiamo per un breve riposo. È una bella spiaggia, molto frequentata da americani. L’acqua è fredda e in spiaggia ci sono circa 20 gradi. Ma il sole splende e rende l’atmosfera piacevole.

Da lì rimontiamo in macchina e in un’oretta arriviamo al Golden Gate Bridge! Dopo più di 4000 km e circa 45 ore di guida eccoci al termine del viaggio: San Francisco. Rimaniamo un po’ storditi da questo ambiente così cittadino dopo che abbiamo passato tutto il viaggio in mezzo ai parchi o su strade per lo più solitarie.

Ancora non abbiamo incontrato alcun italiano. E di turisti stranieri ne abbiamo comunque visti pochi: giusto qualche olandese e qualche tedesco.
Ci sistemiamo nel nostro appartamento situato in Outer Sunset e poi scegliamo di andare a passeggiare nella ChinaTown, dove mangiamo in un ristorante cinese insieme a un nostro amico che vive in città. Spendiamo poco e mangiamo bene. Dopo cena facciamo un giro su un cable car fino a Ghirardelli Square. Da lì con Uber rientriamo a casa per un meritato riposo.

Day 13 San Francisco

Diario di viaggio North WestSoffriamo di astinenza e perciò nulla ci può togliere una colazione da Starbucks. Siamo un po’ straniti, tutta questa gente e questo contesto urbano ci stona un pochino rispetto alle bellezze naturali che hanno caratterizzato il nostro viaggio. Perciò con un po’ di nostalgia ci prepariamo a visitare la città. Scopriamo il gruppo della San Francisco City Guides, un’associazione di volontari che portano in giro gratis i turisti attraverso percorsi caratteristici. Scegliamo la guida delle 11 per visitare il Fisherman’s Wharf. La guida dura circa 1 ora e 45 minuti e, come si dice in inglese, “it’s worth it”!

Infatti si vengono a scoprire numerosi aneddoti e storie avvenute a San Francisco. In particolare incontriamo alcune storie di italiani immigrati in città a metà dell’Ottocento e che sono stati decisivi nella storia della città. Tra tutti spiccano le famiglie Ghirardelli, Alioto-Lazio e Di Maggio. La nostra guida Nicole è preparatissima e molto disponibile con noi e gli altri partecipanti al gruppo (australiani e francesi).

Dopo la visita mangiamo la famosa Clam Chowder al Pier 39. Prendiamo un Uber per spostarci velocemente dopo pranzo alla Mission Dolores. Lì tocchiamo con mano la scoperta di San Francisco e gli inizi della missione e della piccola colonia spagnola. È un posto poco visitato ma ricco di documenti e di testimonianze. Molto interessante è il tipo di rapporto che i francescani cercavano di instaurare con i nativi nelle loro missioni.

Ci trasferiamo poi al Golden Gate Park dove visitiamo in circa due ore la nota California Academy of Sciences. È un museo di storia naturale con fossili, scheletri, acquari, habitat ricostruiti e un planetario digitale. Proprio quest’ultimo, benché molto pubblicizzato, ci delude perché i documentari proiettati su uno schermo a cupola sono tutti prodotti digitali e perciò non fanno vedere riprese dal vivo. Il resto del museo è invece di altissimo interesse e molto capace di spiegare e catturare l’attenzione (spettacolare il passaggio nella cupola di vetro sopra la quale nuotano i pesci del Rio delle Amazzoni).

Prima di cena abbiamo tempo per passare dal mall per un breve shopping dedicato ai regali da portare in Italia. Infine, proseguiamo il tour culinario asiatico mangiando in un BBQ coreano, caratterizzato da tavoli con al centro ciascuno una griglia su cui cuocere la carne cruda che si è ordinato.

Day 14 San Francisco – Milano

Impacchettiamo i bagagli e decidiamo di approfittare del tempo rimasto per un’altra guida delle San Francisco City Guides. All’una c’è una visita di un’oretta al Japanese Tea Garden, situato dentro al Golden Gate Park. La guida non è brillante come il giorno precedente ma è comunque preparata e rende ancor più godibile la passeggiata attraverso questo giardino così armonico e rilassante. Possiamo dire che avvalersi di questi giri guidati gratuiti (alla fine viene solo chiesta una donazione libera per l’associazione) è un’opportunità da sfruttare per conoscere la città attraverso chi ci vive.

Dopo la visita c’è tempo per un ultimo pranzo e scegliamo Taco Bell, per non farci mancare proprio alcun aspetto dell’America! Infine è il momento della riconsegna della macchina e del volo diretto da San Francisco a Milano. Su Airitaly ci troviamo bene, soprattutto per il cibo servito nei pasti che è di qualità molto superiore a tutti i pasti nelle altre aerolinee. Ed eccoci nuovamente in Italia con gli occhi e il cuore pieni di tanta bellezza vista nella natura e nella possibilità di passare del tempo insieme tra noi in maniera più stretta. E insieme alla gioia di essere tornati a casa con tante racconti da condividere ci portiamo anche il desiderio di continuare a scoprire tutti gli Stati Uniti, stato per stato.

Come muoversi a Seattle: guida ai mezzi pubblici della città

Come Muoversi a Seattle

Seattle è una della poche grandi città americane, come San Diego ad esempio, che non hanno un servizio di metropolitana. Spostarsi con i mezzi pubblici, e raggiungere le principali cose da vedere in città, sarà comunque semplice grazie soprattutto ai servizi tranviari che vi permetteranno, fra le altre cose, di evitare il problema del traffico.

Ecco dunque le cose più importanti da sapere per organizzare al meglio il vostro itinerario, e non perdere troppo tempo prezioso negli spostamenti.

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Link Light Rail

Come Muoversi a SeattleUno dei mezzi di trasporto pubblici più utilizzati è questa tranvia veloce. Una delle cose positive è che c’è solo una linea, quindi è veramente difficile sbagliarsi. I due capolinea sono la University of Washington a nord e Angel Lake a sud. Il servizio passa anche dal Downtown di Seattle e le fermate più utili in questo senso sono quelle di Capitol Hill, Westlake, University Street, Pioneer Square e International District/Chinatown.

Prezzo dei biglietti e orari del servizio

Al momento in cui stiamo scrivendo l’articolo il prezzo della corsa varia da 3.25 $ a 2.25$. Il costo non è quindi fisso ma viene calcolato a seconda della distanza che percorrerete. Questa tariffa standard si applica per coloro che hanno dai 19 ai 65 anni. I bambini fino a 5 anni non hanno bisogno di pagare per ogni adulto che ha un biglietto, mentre quelli dai 6 ai 18 pagheranno 1.50$ indipendentemente dalla tratta.

È possibile comprare il biglietto direttamente presso le biglietterie automatiche presenti nelle fermate, o acquistando una carta servizi chiamata ORCA Card (One Regional Card for All), che potrà sicuramente semplificarvi la vita se avete in programma di restare in città per più giorni. Volendo si può anche scaricare l’app ufficiale della compagnia di trasporti locale e pagare il biglietto direttamente con il vostro smartphone.

La frequenza del servizio è molto buona, si parla infatti di una corsa ogni 6, 10 o 15 minuti a seconda del periodo della giornata.

L’orario è il seguente:

  • dalle 5:00 alle 1:00 da lunedì a sabato
  • dalle 6:00 a mezzanotte la domenica e i festivi

Seattle Streetcars

Come Muoversi a SeattleAltro servizio tranviario della città di Seattle, al momento sono presenti due linee che però in futuro verranno unite per formarne una solta.

  • South Lake Union Streetcar: attiva dal 2007 questa linea connette il Downtown di Seattle con il quartiere di South Lake Union, situato a sud dell’omonimo lago. Le fermate sono 7 lungo un percorso di circa due chilometri. La frequenza è buona visto che si parla di una corsa ogni 10 – 15 minuti a seconda del periodo della giornata. Gli unici due giorni l’anno in cui non c’è il servizio è per Natale e per il Thanksgiving. Gli orari del servizio sono i seguenti:
    • da lunedì a giovedì: dalle 06:00 alle 21:00
    • il venerdì e il sabato: dalle 6:00 alle 23:00
    • la domenica e i festivi: dalle 10:00 alle 19:00
  • First Hill Streetcar: la tratta più recente delle due, è stata infatti inaugurata nel 2016, e collega il quartiere di Capitol Hill con quello di Pioneer Square. Questo servizio è attivo tutti i giorni dell’anno con una frequenza che va dai 10 ai 25 minuti con i seguenti orari:
    • dal lunedì al sabato: dalle 05:00 alle 01:00
    • la domenica e i festivi: dalle 10:00 alle 20:00

Se non siete troppo pratici della città di Seattle a questa pagina trovate un’utile cartina, che con un solo colpo d’occhio, vi farà capire nel dettaglio quali sono le zone servite dal servizio.

È possibile utilizzare le ORCA Card su entrambe le linee. Il prezzo di una corsa è di 2.25$ per gli adulti, per i ragazzi dai 6 ai 18 anni è di 1.50$, mentre è gratis per i bambini al di sotto dei 5 anni. È previsto anche un pass giornaliero dal costo di 4.50$ per gli adulti e di 3$ per i ragazzi che permette un utilizzo illimitato (solo sulle due linee del Seattle Streetcars) per tutta la giornata in cui è avvenuto l’acquisto. Se non si dispone dell’ORCA Card i biglietti sono comunque acquistabili presso ogni fermata lungo le linee sia in contanti che con le principali carte di credito.

Seattle Center Monorail

Come Muoversi a SeattleÈ uno dei simboli della città stessa. Può essere un comodo servizio per spostarvi fra due zone molto frequentate della città come il Westlake Center e il Seattle Center. In particolar modo durante le tante giornate di pioggia può essere preso sicuramente in considerazione per evitare al minimo l’esposizione agli eventi atmosferici. La frequenza è ottima visto che si parla di una corsa ogni 10 minuti e la durata del tragitto è di poco più di due minuti.

Come Muoversi a Seattle

 

 

Il costo del biglietto per una corsa è di 2.50$ per gli adulti e di 1.25$ per i ragazzi da 5 a 12 anni, i più piccoli possono viaggiare gratis. Non sono previsti sconti per la tratta di andata e ritorno. Al momento in cui stiamo scrivendo l’articolo non sono ancora accettate le ORCA Card.

Gli orari di attività variano in base al periodo dell’anno (vi invito comunque a controllare il sito ufficiale per eventuali cambiamenti). Gli unici due giorni durante l’anno in cui non c’è servizio è per Natale e per il Thanksgiving:

  • Mesi estivi (da maggio a dicembre):
    • dal lunedì a venerdì: dalle 7:30 alle 23:00
    • sabato, domenica: dalle 8:30 alle 23:00
  • Mesi invernali (da gennaio a maggio):
    • da lunedì al giovedì: dalle 7:30 alle 21:00
    • venerdì: dalle 7:30 alle 23:00
    • sabato: dalle 8:30 alle 23:00
    • domenica: dalle 8:30 alle 21:00

King County Metro Transit

Ovviamente, come in tutte le città, è presente un servizio di autobus che collega le varie zone di Seattle ai suoi sobborghi situati appunto nella contea di King. Da turisti, a meno di esigenze particolari, dubito che abbiate bisogno di utilizzare di questo tipo di mezzi. Come potete immaginare le linee sono molte, così come le frequenze e gli orari, per questo, in caso ne abbiate bisogno, vi invito a usufruire del comodo ed efficace trip planner della compagnia di trasporti che vi aiuterà a capire la soluzione migliore.

Come raggiungere l’aeroporto di Seattle

Come Muoversi a SeattleRaggiungere il  Seattle – Tacoma International Airport è molto comodo e semplice. Vi basterà infatti utilizzare la linea Central Link della tramvia cittadina e dal downtown riuscirete ad arrivare all’aeroporto in circa 40 minuti.

Situate vicino alla stazione della tramvia, lungo l’International Boulevard, ci sono anche delle fermate per gli autobus del King County Metro Transit . Fanno servizio da e per l’aeroporto le seguenti linee:

  • Rapid Ride A line (Federal Way)
  • Route 180 (Burien/Auburn)
  • Route 156 (Southcenter/Des Moines)

Se infine, per spostarvi dall’aeroporto al vostro albergo di Seattle preferite affidarvi a un servizio di navetta privata, potete dare un’occhiata al link sottostante.

Trasferimento privato dall’aeroporto all’hotel

Olympic National Park: cosa vedere e come organizzare un itinerario da Seattle

Lo stato di Washington è sicuramente una destinazione da tenere in considerazione da tutti coloro che hanno il desiderio organizzare un itinerario del Pacific North West americano. Chi ama la natura, e vuole scoprire qualche perla fuori dalle classiche rotte turistiche, qui troverà sicuramente pane per i suoi denti. A questo proposito l’Olympic National Park è una tappa imprescindibile che vi darà la possibilità di esplorare panorami ed ecosistemi molto diversi fra di loro pur restando all’interno dello stesso parco nazionale.

Non è però così facilmente visitabile come la maggior parte degli altri parchi americani, perché è talmente esteso che non esiste una strada che lo attraversi nella sua interezza. Per questo è meglio organizzarsi, e capire cosa si vuole vedere prima di arrivare, così da non perdere troppo tempo prezioso negli spostamenti.

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Dove si trova, come raggiungerlo e informazioni utili

L’Olympic National Park, come detto, si trova nello stato di Washington in quella che comunemente viene definita la Penisola Olimpica. La distanza da Seattle è un po’ difficile da calcolare perché sono molti i punti da cui si può accedere. Diciamo che, in linea di massima, per raggiungere la zona del parco più vicina alla metropoli con la vostra auto a noleggio, impiegherete circa 2 ore e un quarto.

Il costo per accedere al parco è di 30$ per veicolo non commerciale (massimo 15 persone), ed è valido per tutti i suoi occupanti per una durata di sette giorni consecutivi. Potete comprare il pass direttamente in loco, oppure attraverso il sito ufficiale. Nel caso lo compriate online dovrete ricordarvi di stamparlo e presentarlo agli ingressi e lasciarlo successivamente esposto nella macchina. Altrimenti potrete utilizzare la comoda tessera parchi America The Beautiful.

Il parco è aperto tutti i giorni per tutto l’anno. I Visitor Center sono ben quattro e i loro orari di apertura cambiano a seconda del periodo. Per evitare sorprese vi rimando quindi al sito ufficiale dove troverete gli orari aggiornati per ogni centro. Sappiate comunque che l’Olympic National Park Visitor Center (3002 Mount Angeles Road, Port Angeles) è chiuso soltanto due giorni l’anno ovvero per il Giorno del Ringraziamento e per Natale.

Periodo dell’anno migliore per visitarlo

Cosa Vedere Olympic National ParkPer stabilire qual’è il periodo migliore dell’anno per visitare l’Olympic National Park bisogna fare una premessa che non implica la qualità delle cose che si possono vedere, ma piuttosto la capacità di visitare il parco nella sua interezza. Solo durante i mesi estivi infatti (da giugno a settembre) tutte le strade e le escursioni sono aperte e accessibili (salvo particolari complicazioni).

Durante i mesi invernali invece (da ottobre a maggio) le temperature si fanno più rigide e aumentano le possibilità di trovare una situazione metereologica non ottimale (date un’occhiata al nostro articolo sul clima di Seattle per avere un’idea di massima). Per questo alcune strade possono essere chiuse per precauzione oppure per reale necessità. Nel caso vogliate visitare l’Olympic National Park durante i mesi invernali vi invito a consultare la pagina ufficiale che vi informerà della chiusura di aree o strade.

Tenete comunque presente che questa è una zona molto piovosa in tutti i mesi dell’anno. Quindi abbiate l’accortezza di portare con voi un abbigliamento adatto ad ogni esigenza.

Cosa vedere

Olympic National ParkData la sua ampiezza l’Olympic National Park riesce ad inglobare ben tre ecosistemi completamente diversi come la montagna, la foresta e la costa. Andiamo quindi a vedere cosa aspettarci per ognuna di queste tipologie. Se avete intenzione di intraprendere dei percorsi all’interno delle varie zone del parco il sito del National Park Service mette a disposizione una pagina molto utile che fornisce informazione sullo stato dei trail, in cui potrete trovare recenti segnalazioni ed eventuali problematiche presenti.

Ogni luogo segnalato ha una propria stazione dei rangers che serve anche a fare le veci di un centro visitatori. Gli orari di apertura ovviamente sono ridotti rispetto ai Visitor Center più grandi soprattutto durante i mesi di bassa stagione.

Costa

Olympic National ParkLe principali attrazioni che potrete trovare lungo la bellissima costa dello stato di Washington fanno parte della Olympic Coast National Marine Sanctuary. Nel caso che vogliate intraprendere i numerosi percorsi che si inoltrano lungo la costa il consiglio è quello di prestare particolare attenzione alle maree.

Quella che può sembrare una spiaggia molto larga e spaziosa in breve tempo può infatti ricoprirsi completamente di acqua impedendovi di proseguire oltre (se non addirittura intrappolandovi impedendovi di tornare indietro), soprattutto se alcuni punti sono raggiungibili solo durante la bassa marea. Per questo il consiglio è quello di leggere attentamente le informazioni disponibili sul sito ufficiale del parco e di seguire le informazioni che potranno fornirvi i rangers in loco.

Lake Ozette

Olympic National Park cosa vedereQuesta zona è raggiungibile attraverso la pittoresca Ozette Road, immersa nel verde, che si imbocca dalla Highway 112. Una volta percorsa tutta la strada arriverete a delle aree campeggio e all’Ozette Ranger Station, in cui potrete reperire mappe e informazioni utili sull’area e le attività da intraprendere. I percorsi che si trovano in questa zona del parco sono tutti piuttosto lunghi da percorrere, e i più belli sono quelli che vi porteranno fino alla costa. Vi consiglio quindi di intraprenderli solo se avete abbastanza tempo ed energie.

Fra i migliori segnalo il Cape Alava Trail (circa 5 chilometri solo andata) e il Sand Point Trail (circa 4,5 chilometri solo andata). I più intrepidi possono anche collegarli formando un loop chiamato Ozette Triangle Trail della lunghezza di quasi 14 chilometri. Ovviamente potete anche scegliere di percorrerne solo una parte se non avete molto tempo a disposizione, ne varrà comunque la pena.

Kalaloch

Olympic National Park WashingtonUna delle zone più famose e visitate del parco. Qui si trova il leggendario Tree of Life, un’enorme albero che continua a crescere nonostante le sue radici siano ancorate a due speroni di roccia distanti fra loro, dando quasi l’impressione di riuscire a svilupparsi a mezz’aria.

Il Kalaloch Ranger Station è il visitor center di questa zona. Ci sono alcuni percorsi che valgono la pena intraprendere ma per chi vuole unire al fascino della costa anche quello delle foreste, il consiglio è quello di scegliere il Kalaloch Nature Trail, un semplice loop di circa 3 chilometri che dalla spiaggia si inoltra verso l’interno.

Ruby Beach

Olympic National Park cosa vedereAltra destinazione molto popolare lungo la costa, da cui potrete intraprendere l’omonimo trail che è uno fra i più percorsi dell’intero parco. Accedervi è molto semplice e comodo, visto che l’attacco del sentiero si trova praticamente lungo il corso della US-101. Si tratta di fare una piccolissima deviazione (ben segnalata lungo il corso della highway) alla fine della quale troverete un parcheggio piuttosto ampio.

La prima parte del percorso si sviluppa all’interno della foresta, dopo di che arriverete alla nota spiaggia da cui potrete ammirare i classici faraglioni, che abbiamo imparato a conoscere lungo la costa dell’Oregon, che emergono dall’acqua in tutta la loro imponenza.

Rialto Beach e Mora

Olympic National ParkQuesta spiaggia si trova più a nord rispetto alle precedenti. Anche in questo caso sono i faraglioni a conferire uno spettacolo unico a questa parte della costa. Qui il percorso consigliato è quello che vi porterà fino alla spettacolare Hole in the Wall, un’arco nella roccia che si è formato nel corso degli anni grazie all’azione erosiva dell’acqua. Tenete però presente che dalla spiaggia di Rialto Beach dovrete camminare per circa 2 chilometri e mezzo per raggiungere l’Hole in the Wall e altrettanti per tornare indietro.

Foreste e montagne

Olympic National Park WashingtonA differenza delle zone costiere dov’era la marea a creare possibili ostacoli alla visita, in questo caso è la stagionalità del meteo che potrà mettervi i bastoni fra le ruote. Le strade che portano alle più importanti destinazioni infatti non sono aperte tutto l’anno.

Per questo, prima di mettervi in viaggio, l’invito è quello di controllare sui canali che vi ho suggerito precedentemente. Visitando queste zone avrete la possibilità di osservare e scoprire alberi di centinaia di anni, laghi d’acqua cristallina e panorami spettacolari dai quali si domina la zona sottostante.

Hoh Rain Forest

Olympic National Park WashingtonQuesto è uno dei luoghi più visitati del parco grazie alla sua bellissima foresta che è riuscita a preservarsi in modo perfetto durante il corso degli anni. Ci troviamo nella zona ovest e l’Hoh Rain Forest Visitor Center sarà il vostro punto di riferimento per reperire mappe e informazioni. Qui avrete inoltre a disposizione un ampio parcheggio.

Nei pressi partono anche i principali sentieri che si inoltrano nella forestra fra cui l’Hall of Mosses Loop (poco più di un chilometro) e lo Spruce Nature Trail Loop (due chilometri) che consiglio se si ha poco tempo a disposizione. Se il tempo è bello, vedere la luce che filtra fra i rami degli alti alberi è sicuramente uno spettacolo da non perdere e una scenografia perfetta per una foto ricordo.

Quinault Lake & Rain Forest

Olympic National ParkLa foresta con lago annesso si trova nella parte meridionale dell’Olympic National Park. È una zona che si può visitare anche restando in macchina grazie ad una strada panoramica (Shore Road) che costeggia le sponde del lago.

Come vedremo in seguito nella sezione dedicata a dove dormire nei pressi dell’Olympic National Park, qui si trovano anche alcuni resort (come il bellissimo Lake Quinault Lodge) che lo rendono un luogo ottimo come punto d’appoggio se avete in programma un itinerario in più giorni in questa zona, e non volete allontanarvi troppo dalla splendida natura che vi circonda.

Washington-Olympic-National-Park

Gli avamposti dei ranger che fungono anche da centro visitatori sono due: il Quinault Rain Forest Ranger Station e la Olympic National Forest and Park Information Station; mentre sono più di 15 i percorsi che si possono intraprendere in questa zona. Andiamo a vedere quali sono migliori da fare se avete poco tempo a disposizione.

  • Quinault Rain Forest Nature Loop: circa un chilometro e mezzo di piacevoli passeggiate in cui potrete osservare sia il lago che l’interno della foresta lungo il corso del Willaby Creek.
  • Big Spruce Trailhead: questo percorso molto breve, che parte nei pressi del Rain Forest Resort Village, vi porterà a visitare il più grande albero di peccio al mondo con più di 1000 anni di età.

Olympic National Park cosa vedereIn questa zona si trovano anche delle cascate scenografiche che vale la pena fotografare come le Merriman Falls. Sono facilmente raggiungibili grazie alla loro posizione favorevole al lato della S Shore Road.

Lake Crescent

Olympic National Park cosa vedereQuesto bellissimo lago dalle acque di un colore azzurro molto intenso è sicuramente uno dei posti in cui vale la pena fermarsi e intraprendere una passeggiata (e, se la stagione lo permette, farsi anche un bagno).

La Storm King Ranger Station è il centro visitatori locale mentre, se volete noleggiare una barca, dovrete dirigervi presso il Fairholme Store in cui potrete trovare anche souvenir e tutto l’occorrente per fare uno spuntino. Sulle rive del lago sorge il popolare Lake Crescent Lodge che è sicuramente una tappa consigliata sia per pernottare che per mangiare, dato che dispone di un buon ristorante.

Olympic National Park WashingtonFra i sentieri consigliati sicuramente c’è il Marymere Falls Trail (circa 2 chilometri e mezzo andata e ritorno) che dalla Ranger Station si inoltra nella foresta fino a condurvi a delle pittoresche cascate che raggiungono un’altezza di quasi 30 metri.

I più intrepidi e allenati possono considerare di percorrere il lungo (ma non difficile) Spruce Railroad Trail (9 chilometri solo andata da Crescent fino a Ovington) grazie al quale costeggerete tutta la sponda nord del lago, che ha il vantaggio di essere percorribile anche in bicicletta. Questo sentiero si sviluppa dove prima era costruita una ferrovia che veniva utilizzata per rifornire di legname l’industria bellica durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale.

Hurricane Ridge

Olympic National Park WashingtonHurricane Ridge è uno dei punti più alti (abbiate quindi l’accortezza di portare con voi un abbigliamento adeguato anche durante i mesi estivi) e facilmente accessibili di tutto il parco. Una volta sul posto, potrete capire anche il perché di questo suo nome: la zona è infatti nota per essere molto ventosa.

Chi vuole raccogliere qualche informazione in più su questa parte del parco, oltre alle immancabili mappe e brochure, si può dirigere all’Hurricane Ridge Visitor Center dove, grazie ad un piccolo snack bar, potrete anche comprare eventualmente l’occorrente per un pranzo all’aria aperta.

Olympic National ParkIl Visitor Center è anche il punto da cui partono i principali sentieri. Fra questi segnalo il Cirque Rim Trail (circa 2 chilometri andata e ritorno), una passeggiata molto semplice, ma non per questo meno bella, lungo il dorso della montagna che dall’area nei pressi del centro visitatori vi porterà fino al Sunrise Point da cui potrete godere di uno splendido panorama sulle montagne e sull’area circostante.

Olympic National Park cosa vedereSuperando il Visitor Center potete percorre in macchina (ma non con il camper) la Hurricane Hill Road fino ad un’area parcheggio da cui si può intraprendere l’Hurricane Hill Trail (5 chilometri andata e ritorno). Una volta arrivati alla fine del percorso, se il tempo lo permette, riuscirete a vedere in lontananza lo stretto di Puget e parte dell’Isola di Vancouver.

Sol Duc Valley

Olympic National Park WashingtonA caratterizzare questa zona del parco troviamo il fiume Sol Duc, che scorre all’interno di un’antica foresta, delle sorgenti termali e una pittoresca cascata che per molti è la più bella di tutto il parco.

Lungo il corso del fiume una delle “attrazioni” (se così possiamo chiamarla) più fotografate è rappresentata dai salmoni che risalgono la corrente. Per poterli osservare il più vicino possibile è stato anche creato un punto di osservazione privilegiato: il Salmon Cascades Overlook. Il periodo dell’anno consigliato per vedere questo fenomeno è dalla fine dell’estate all’autunno.

Olympic National ParkEcco alcuni percorsi consigliati per esplorare l’area:

  • Sol Duc Falls Nature Trail (2 chilometri e mezzo andata e ritorno) il percorso più breve per chi vuole osservare le cascate senza faticare troppo, oppure ha poco tempo a disposizione.
  • Deer Lake Trail (10 chilometri andata e ritorno): un percorso di difficoltà moderata che vi porterà nell’interno fino a raggiungere le sponde del piccolo ma grazioso Deer Lake.
  • Lovers Lane Loop (circa 9 chilometri e mezzo) sicuramente il percorso più affascinante e scenografico, che dal parcheggio del Hot Spring Resort vi porterà attraverso la foresta seguendo il corso del Sol Duc River fino a raggiungere le cascate.

Olympic National Park cosa vedereSe volete trovare un alloggio in zona potete optare per il Sol Duc Hot Springs Resort che fa delle sorgenti termali (a cui si può accedere anche se non pernottate previo pagamento di 15$ per adulto) il suo principale punto di forza.

Staircase – Lake Cushman

Olympic National Park WashingtonPer questa zona ci dobbiamo spostare nella zona sud del parco. Qui a fare le funzioni di centro visitatori è lo Staircase Ranger Station che si trova oltre la punta nord del lago Cushman, da dove partono numerosi percorsi che si inoltrano nelle foreste lungo il corso dello Skokomish River. Il lago è uno splendido specchio d’acqua dall’intenso colore blu/turchese incastonato fra le montagne.

Olympic National Park cosa vedereFra i sentieri consigliati segnalo lo Staircase Rapids Loop, indicato anche per chi ha poco tempo a disposizione. Si tratta di poco più di 3 chilometri grazie ai quali potrete comunque avere un’assaggio di cosa ha da offrire quest’area. Il passaggio più spettacolare è sicuramente rappresentato dal ponte in legno grazie al quale passerete sopra il fiume. Lo Shady Lane Trail (circa 4 chilometri andata e ritorno) invece vi farà raggiungere le sponde del lago dalla Ranger Station.

Come organizzare un itinerario

Olympic National Park WashingtonIl modo migliore per organizzare un itinerario all’interno dell’Olympic National Park è quello di tenere ben presente i propri punti di appoggio per il pernottamento. In base a quelli potrete organizzare la visita e ottimizzare i tempi degli spostamenti al meglio. Un conto, ad esempio, è se avete in mente di partire e tornare a Seattle, perché in questo caso dovrete considerare almeno quattro ore solo per andare e tornare, scordatevi quindi di fare un giro completo del parco con un solo giorno a disposizione.

Ecco quindi dei consigli (alcuni suggeriti direttamente dai rangers che gestiscono il parco) su come visitare al meglio il parco in base al tempo che avete a disposizione e dalla vostra posizione di partenza.

Se avete a disposizione qualche ora

Se siete in zona Port Angeles potete considerare queste due opzioni:

  • Visitate l’Hurricane Ridge: considerate 40 minuti di macchina per tratta più la sosta.
  • Visitare Lake Crescent: in questo caso considerate 30 minuti di macchina oltre la sosta.

Se invece vi trovate lungo la costa il consiglio è quello di esplorare Ruby Beach o Rialto Beach e poi fare una deviazione nell’interno per visitare la splendida Hoh Rain Forest.

Se avete a disposizione un giorno intero

Anche per questo caso la base di partenza è sempre Port Angeles.

  • Dirigetevi direttamente verso l’Hurricane Ridge (40 minuti di macchina) e l’Olympic National Park Visitor Center. Una volta sul posto potrete decidere se visitare le mostre e raccogliere qualche informazione in più, oppure intraprendere direttamente uno dei percorsi disponibili nelle sue vicinanze.
  • Successivamente andate a Lake Crescent (1 ora di macchina) e non perdetevi l’occasione di fotografare le Marymere Falls. Una volta sul posto avrete due possibilità:
    • se siete abbastanza avventurosi, e la giornata lo permette, potete considerare di noleggiare dei kayak e navigare le calme acque del lago, oppure approfondire la conoscenza della zona.
    • se invece volete già cambiare scenario dirigetevi verso la Sol Duc Valley (40 minuti di macchina) e rilassatevi al Rosort locale oppure esplorate la foresta fino alle Sol Duc Falls.
  • La prossima tappa consigliata è la Hoh Rain Forest (1 ora e 40 dalla Sol Duc Valley e 1 ora e mezza da Lake Crescent), in base al tempo che avete a disposizione potete decidere se fermarvi solo nei pressi del Visitor Center del luogo, oppure intraprendere qualche percorso che parte nelle sue immediate vicinanze (ce ne sono anche di molto corti e facili come segnalato nell’articolo)
  • Per concludere in bellezza la serata il consiglio è quello di guardare il tramonto sull’Oceano ad esempio a Rialto Beach (1 ora e 10 minuti), oppure dalla più vicina Ruby Beach (50 minuti)

Come organizzare un itinerario andata e ritorno da Seattle

Olympic National Park cosa vedereVisto che, molto probabilmente, Seattle sarà il punto di appoggio della maggior parte di coloro che vorranno intraprendere un itinerario dell’Olympic National Park, ecco alcuni consigli per organizzarvi al meglio.

Se avete un solo giorno a disposizione

Si può visitare l’Olympic National Park da Seattle in un solo giorno? Questa è una domanda che ci viene fatta spesso e non è semplice dare una risposta. Come accennato infatti gli spostamenti di andata e ritorno vi porteranno via molto tempo ma comunque, considerando una sveglia mattutina sul presto, avrete a disposizione sostanzialmente tre scelte:

  • Visitare Hurricane Ridge e Lake Crescent (circa 3 ore a tratta per entrambi): per raggiungere questa zona del parco dovete mettere in conto di utilizzare il traghetto Bainbridge Island Ferry (visitate il sito ufficiale per gli orari aggiornati) che è l’unico modo che avrete di visitare la zona nord del parco nei pressi di Port Angeles e tornare a Seattle in giornata.
  • Visitare Lake Cushman e la zona dello Staircase: impiegherete circa 2 ore e 20 di macchina a tratta.
  • Visitare la zona del Quinault Lake: considerate dalle 2 ore e 45 alle 3 ore a tratta.

Se avete più giorni a disposizione

In questo caso dovrete decidere solo se compiere il giro della penisola Olimpica in senso orario o antiorario. Considerate che, secondo me, per visitare il parco con la completa tranquillità dovrete mettere in conto almeno tre giorni.

In questo modo potrete dedicare un’intera giornata ad ogni zona del parco includendo anche una visita alle zone della costa affacciate sull’Oceano. Così facendo avrete anche la possibilità di pernottare in alberghi caratteristici immersi nella natura (vedi i miei consigli sugli alloggi alla fine dell’articolo) e aggiungere sicuramente qualcosa in più al vostro itinerario.

Tour organizzati

Olympic National Park WashingtonSe preferite affidarvi ad un tour organizzato per visitare il meglio dell’Olympic National Park allora controllate se una di queste opzioni può fare al caso vostro.

In partenza da Seattle è disponibile il Luxury Day Tour di una intera giornata con pulmino da otto posti, sarete portati verso l’Hurricane Ridge e, successivamente, visiterete la zona di Lake Crescent. Durante l’itinerario utilizzerete il traghetto di Bainbridge Island da cui potrete anche osservare lo skyline della città. È previsto il prelievo e il ritorno nei principali alberghi di Seattle.

Maggiori informazioni sul Luxury Day Tour da Seattle

Se invece il vostro punto di appoggio non è Seattle ecco una selezione dei principali tour in partenza da Port Angeles:

Dove dormire dentro il parco e nelle sue vicinanze

Olympic National Park cosa vedereSe state pianificando un itinerario intorno all’Olympic National Park, qui troverete alcuni consigli per trovare il vostro punto di appoggio ideale per dormire e ripartire alla scoperta delle meraviglie naturali della zona.

Dormire nelle città fuori dal parco

Come avrete potuto capire una delle porte per esplorare la zona nord del parco è sicuramente Port Angeles che vi permetterà di essere molto vicino sia a Lake Crescent che a Hurricane Ridge. Ecco alcuni consigli se sceglierete questa zona:

  • Five SeaSuns Bed and Breakfast: struttura inserita in un bel giardino che fa della gestione familiare il suo punto di forza insieme alle camere ben curate e un’ottima colazione.
  • Olympic Lodge: questa è una soluzione consigliata a chi vuole concedersi un po’ di lusso. L’albergo mette a disposizione una piscina all’aperto e camere spaziose e ben curate, con un lobby con caminetto sicuramente affascinante.
  • Quality Inn Uptown: un classico moltel all’americana per chi non vuole spendere troppo ma avere un rapporto qualità prezzo comunque valido.

Cerca un alloggio a Port Angeles

Sempre nella zona nord della penisola Olimpica segnalo anche la graziosa cittadina di Port Townsend a metà strada fra Port Angeles e Seattle. Qui potete considerare:

  • The Swan Hotel: struttura ben tenuta con camere ampie. Se riuscite a prenotare al terzo e ultimo piano potrete anche essere in grado di avere delle beste viste sul mare.
  • Old Consulate Inn: grazioso bed & breakfast le cui  accoglienti camere sono arredate con mobili d’epoca inserito in un giardino gradevole a pochi passi dal mare.
  • Ravenscroft Inn: altro bed & breakfast su due piani molto curato in una posizione favorevole da cui si riescono a raggiungere tutti i principali punti di interessi della città. Camere ampie con a disposizione un piccolo balcone.

Cerca un alloggio a Port Townsend

Un’altra cittadina strategica per la visita del parco è quella di Forks situata nella zona occidentale che è un buon punto di appoggio per visitare sia le zone costiere sia le zone interne come la Sol Duc Valley e la Hoh Rain Forest.

  • Miller Tree Inn Bed and Breakfast: sorge su quella che un tempo era fattoria costruita nei primi anni del’900. Oggi offre delle camere ben curate inserite in un ampio spazio verde a pochi passi dal centro cittadino.
  • Dew Drop Inn: classico motel inserito un un contesto piacevole che ha il vantaggio di avere delle camere più ampie rispetto agli standard. Buono il rapporto qualità prezzo.

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Dove dormire all’interno del parco

Chi invece non si vuole allontanare dalle principali zone del parco per vivere un’esperienza a stretto contatto con la natura ecco le opzioni che può considerare:

  • Il Lake Quinault Lodge e il Rain Forest Resort Village sono le soluzioni consigliate se volete soggiornare sulle sponde del lago Quinault e della foresta che lo circonda.
  • Il Sol Duc Hot Springs Resort è il noto albergo con annesso centro termale che si trova dentro la Sol Duc Valley. Ottima soluzione se state cercando anche un posto in cui rilassarvi dopo giorni di camminate.
  • Il Lake Crescent Lodge costruito lungo le sponde dell’omonimo lago è la soluzione perfetta se non avete trovato posto a Port Angeles, oppure volete svegliarvi con i bellissimi panorami che il luogo sa offrire.

 

Palouse Falls: come visitare le imponenti cascate dello Stato di Washington

palouse falls cosa vedere

Organizzando un fly and drive degli Stati Uniti si cerca sempre di inserire le mete più popolari e conosciute, soprattutto se è la prima volta che si viaggia negli USA. Molto spesso però durante un on the road accade di imbattersi in perle nascoste (sia naturali che non) che, anche a causa di una posizione poco fortunata, non ottengono l’attenzione che meriterebbero. È questo il caso delle Palouse Falls dello stato di Washington che offrono un panorama sicuramente spettacolare e unico nel loro genere. Vediamo di scoprire qualcosa di più su questa sconosciuta meraviglia naturale del North West.

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Dove si trovano, come arrivare e info utili

Come detto le Palouse Falls si trovano nello stato di Washington, più precisamente nella sua parte sud-est lungo il confine fra le contee di Franklin e Whitman poco prima che fiume Palouse formi una confluenza con lo Snake River. Fanno parte del Palouse Falls State Park.

L’indirizzo è Palouse Falls Rd, LaCrosse, WA 99143. Da Seattle impiegherete circa 4 ore di macchina, mentre da Portland 4 ore e mezza, diventa quindi fondamentale, se vorrete visitarle, scegliere una tappa intermedia per staccare un po’ dalla guida o un albergo nelle vicinanze (che vi suggerirò più avanti), per riposarsi senza aggiungere ulteriore tempo alla guida. Si tratta quindi di un’attrazione un po’ nascosta e fuori dai classici giri turistici ma, se avete un po’ di tempo a disposizione, vale sicuramente la pena andarla a scoprire. Se viaggiate durante i mesi invernali e autunnali controllate le condizioni delle strade prima di organizzare la vostra escursione per non incorrere in situazioni spiacevoli.

palouse falls washingtonL’aeroporto più vicino (circa un’ora e venti di macchina) è il Tri-Cities Airport che si trova, come potrete intuire dal nome, fra le tre città di Pasco, Kennewich e Richland ed è collegato, fra le altre, con le città di Seattle e San Francisco. Questo lo rende un utile punto di appoggio nel caso vogliate organizzare un volo interno e poi noleggiare la macchina. In tal caso vi segnalo i nostri consigli dedicati a:

Per poter visitare il parco è necessario essere in possesso di un Discover Pass dello stato di Washington, annuale (30$) oppure giornaliero (10$), che può essere acquistato anche online sul sito ufficiale. Una volta raggiunto il parcheggio del Palouse Falls State Park dovrete lasciare il pass visibile all’interno della macchina.

Cosa vedere

palouse falls washington cosa vedereNon aspettatevi imponenti centri visitatori e grandi servizi (è molto probabile che non incontrerete nessun ranger e inoltre non c’è rete per i cellulari). L’unico motivo per cui vale la pena venire qui è visitare e fotografare le imponenti Palouse Falls inserite in uno scenario originale e affascinante.

Il parco offre la possibilità di intraprendere due brevi sentieri che vi permetteranno di vedere e fotografare le cascate da punti di vista diversi.

  • il primo, quello che si trova a pochi passi dal parcheggio, vi permetterà di osservare le Palouse Falls dall’alto
  • il secondo sentiero vi porterà fino ad un punto panoramico situato di fronte alle cascate.

Se vi state chiedendo se sia anche possibile scendere all’interno del canyon e arrivare al livello delle cascate purtroppo la risposta è ufficialmente no. Esiste in realtà un percorso non riconosciuto ma potrete intraprenderlo solo a vostro rischio e pericolo, visto che negli ultimi anni ci sono stati molti incidenti lungo questo trail (non ci sono protezioni). Per questo noterete avvisi che sconsigliano di inoltrarsi oltre i sentieri segnalati considerato i pericoli a cui potrete esporvi uniti al fatto di trovarvi in una zona abbastanza remota.

palouse fallsSe avete la possibilità, e siete dei fotografi che hanno l’obbiettivo di fare lo scatto perfetto, il momento migliore per visitare il parco è al tramonto quando la luce che cambia lungo il corso del canyon crea sicuramente un effetto affascinante. Considerate però che dovrete avere un posto dove dormire nelle vicinanze per evitare di guidare ore e ore nella notte.

Dove dormire

Il parco offre solo uno spartano campeggio con pochi posti a disposizione e, se volete un albergo o un motel, dovrete dirigervi nelle cittadine vicine. Come accennato probabilmente la soluzione più comoda è dormire nei pressi del Tri-Cities Airport fra le tre città di Pasco, Kennewich e Richland dove troverete un’ampia scelta di opzioni. Fra le tante segnalo l’Hampton Inn & Suites Pasco e lo SpringHill Suites by Marriott. Fanno entrambe parte di popolari catene alberghiere (con tutti i vantaggi che questo può garantirvi), offrono camere abbastanza ampie per gli standard americani e hanno entrambe la possibilità di utilizzare la piscina coperta e centro fitness.

Per tutti gli altri alloggi in zona potete cliccare sul pulsante sotto:

Tutti gli alloggi disponibili in zona

Altre soluzioni (un po’ più comode per la vicinanza ma non per la possibilità di scelta) potrebbero essere la cittadina di Walla Walla (poco più di un’ora di macchina) e Dayton (circa cinquanta minuti di distanza).

Quando andare a Seattle? Consigli su clima e periodo migliore

Quando andare a Seattle Clima e Temperature

A poco più di due ore di auto dalla canadese Vancouver, Seattle è la grande città più settentrionale degli Stati Uniti occidentali. Questo può già farci intuire che le condizioni meteo non siano tropicali, ma la vicinanza alla costa del Pacifico rende il clima mite e temperato, con estati fresche ed inverni non troppo gelidi. Rispetto ad altre città statunitensi, si rivela quindi essere una meta di facile visita durante tutto l’arco dell’anno.

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Il clima di Seattle

Può apparire strano, ma nonostante si trovi più a nord delle grandi città della east coast, qui incontriamo condizioni meteorologiche più accoglienti rispetto ad esempio al clima di New York o al clima di Boston. Nella capitale dello stato di Washington è molto raro che nevichi in inverno. Dall’altro lato, l’estate nella Elliot Bay non è mai torrida come invece può risultare nelle metropoli orientali.

Proprio la grande insenatura profonda e frastagliata, nella quale Stati Uniti e Canada hanno istituito il proprio confine, ha la funzione mitigatrice di un immenso lago. Svolge quindi lo stesso ruolo, ovviamente molto più in piccolo, che il Mar Mediterraneo ha per l’Europa meridionale, stabilizzando il clima lungo le sue coste.

L’autunno a Seattle

Seattle quando andareL’autunno è ben definito: una stagione di passaggio che gradualmente porta le temperature ad abbassarsi fra settembre e novembre, con un parallelo incremento dei giorni di pioggia. In generale, parliamo di una città abbastanza piovosa, soprattutto nei mesi freddi. Se a settembre la media è di circa 7 giorni di pioggia, a novembre 18: in altre parole più del 50% di possibilità di dover usare l’ombrello. L’escursione termica autunnale fra giorno e notte è di una decina di gradi: nel mese di ottobre è facile superare i 15 gradi nelle giornate serene, ma scendere sotto i 10 gradi la notte.

In questo periodo è facile che si creino banchi di nebbia per l’umidità. Nonostante la probabilità di pioggia, le temperature autunnali permettono una piacevole visita. Seattle è soprannominata Città di Smeraldo per la sua vegetazione composta principalmente da alberi sempreverdi, ciononostante in autunno nei parchi della città è possibile godere dei tipici colori ocra e arancio dell’autunno; non sarà come vedere il Foliage del New England, ma è comunque godibile.

L’inverno a Seattle

Seattle clima e temperatureDa dicembre a febbraio siamo nel pieno dell’inverno: la stagione meno consigliata per visitare Seattle. Come ho già accennato, qui nevica raramente e le temperature non sono mai gelide. Siamo però molto a nord e nelle giornate invernali la colonnina di mercurio sta normalmente fra i 2 e gli 8 gradi. Ma il vero problema dell’inverno è la pioggia. Dopo Emerald City, questa capitale vanta un altro soprannome: Rain City. Il motivo è facilmente intuibile.

Già da fine novembre i giorni nuvolosi e piovosi superano quelli soleggiati e questa situazione si protrae fino a marzo, rendendo imprescindibile l’ombrello nel periodo invernale. Non mancano però i lati positivi, come il periodo natalizio: qui la città si riempie di colori e luci e se visiterai Seattle a dicembre non devi perderti il grande albero posto ai piedi dello Space Needle.

La primavera a Seattle

Quando andare a Seattle Clima e Temperature 01La primavera arriva ad aprile, dopo un mese di marzo che si porta ancora dietro strascichi invernali. La primavera qui è la classica stagione da abbigliamento a cipolla e se si intende venire qui fra marzo e maggio è bene prepararsi a cambiamenti meteo improvvisi. Le giornate non sono ancora molto calde, ma le cupe e piovose giornate invernali sono spesso sostituite da giorni in cui il sole si alterna alle nuvole lasciando spazio frequentemente ad una fastidiosa pioggerella debole.

A fine maggio finalmente le temperature giornaliere tornano ad aggirarsi sui 20 gradi e le giornate nuvolose diminuiscono gradualmente. Qui il mese di giugno è considerabile ancora primaverile, con temperature diurne fra i 16 e i 21 gradi e un numero di giornate nuvolose che supera ancora quelle soleggiate, anche se con probabilità di pioggia decisamente inferiore rispetto ai mesi precedenti. Maggio e giugno sono buoni mesi per visitare la città.

L’estate a Seattle

Clima SeattleL’estate è la migliore stagione per visitare Seattle. Mai torrida e insopportabile come in altre zone degli USA, la stagione calda nella capitale del Washington State è decisamente piacevole. A luglio e settembre le massime giornaliere si aggirano sui 21 gradi, avvicinandosi ai 25 gradi in agosto. È bene partire preparati perché anche in questo periodo l’escursione termica fra giorno e notte può arrivare intorno ai 10 gradi, ma generalmente i mesi estivi sono i più indicati per visitare sia la città che le aree naturali circostanti.

Inoltre, anche le giornate più calde sono mitigate dalle brezze leggere provenienti dal mare. La pioggia e la nebbia che caratterizzano Seattle nei mesi più freddi non permettono di ammirarne le peculiarità come è invece possibile fare col sole estivo. Questo è infatti anche il periodo meno piovoso dell’anno: luglio, agosto e settembre sono gli unici due mesi in cui le giornate di cielo terso superano in maniera decisamente predominante quelle nuvolose.

Quando andare a Seattle?

Potendo scegliere, parti in estate. La scarsa probabilità di pioggia e le buone temperature ti agevoleranno sicuramente nella visita a Seattle. È anche l’unica stagione davvero ottimale per avventurarsi nel vicino Mount Rainier National Park, oltre che per godere al meglio delle numerose aree verdi di cui è costellata la città. I mesi fra maggio ed ottobre sono tutti da considerarsi buoni, ma il periodo da metà giugno a metà settembre è quello ideale.

Fatta questa premessa, è logico pensare che se visiterai Seattle lo farai probabilmente nel corso di un viaggio che toccherà altre importanti località dello stato di Washington, molte delle quali hanno situazioni climatiche più impervie. Se quindi non farai una toccata e fuga a Seattle, il consiglio è quello di prepararti soprattutto sul meteo di altre città dove partire informati può fare davvero la differenza. In fondo, a Seattle anche i mesi peggiori dal punto di vista meteorologico non sono poi così terribili.

Se siete diretti in città vi suggerisco comunque di leggere il nostro articolo su come muoversi a Seattle, che vi sarà particolarmente utile anche per capire come spostarvi senza risentire troppo dei giorni di pioggia.

Seattle Pass: quando e perché conviene farlo?

Pass Seattle

Negli ultimi tempi vi abbiamo parlato in lungo e in largo della verdissima e ultramoderna Seattle, la cosiddetta Emerald City, famosa in tutto il mondo per il suo skyline dominato da una foresta di grattacieli sopra i quali campeggia l’avveniristico Space Needleposto lì a ricordare ai posteri la celebre World’s Fair dell’Expo tenutasi nella città principale dello Stato di Washington nel 1962.

Vi abbiamo già aiutato a trovare buone occasioni di risparmio sull’alloggio a Seattle nell’articolo dove dormire a Seattle, adesso è arrivato il momento di capire quando e perché conviene acquistare una Seattle Card, quali sono quelle disponibili e se il risparmio è davvero degno di questo nome. Lo faremo portandovi alcuni esempi concreti sulla spesa dei biglietti delle singole attrazioni e sull’effettiva percentuale di risparmio che si ha prendendo un City Pass.

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Seattle City Pass: cos’è? Come funziona?

Seattle City PassSarà che Seattle è una meta meno battuta rispetto ad altre città della West Coast, sarà perché la formula funziona particolarmente bene, ma l’unico pass disponibile sul mercato è proprio il Seattle City Pass, che propone la stessa tipologia di card che abbiamo già visto anche nel caso di molte altre destinazioni (vedi gli articoli dedicati ai pass turistici per Los Angeles, San Francisco, Las Vegas, New York e molte altre città).

Per chi abbia sentito parlare di questa tipologia di pass per la prima volta in questo articolo – ma anche per rinfrescare la memoria degli altri lettori – andiamo ora a spiegare cos’è e come funziona: si tratta di un carnet di 5 biglietti a prezzo scontato per l’ingresso in alcune delle maggiori e migliori attrazioni di Seattle. Il pass ha una durata di 9 giorni consecutivi al primo utilizzo ma va usato entro un anno dall’acquisto, e il pass elettronico prenotato in anticipo deve essere convertito nel carnet cartaceo entro 6 mesi dall’acquisto. In alcuni casi, è possibile saltare le code alla biglietteria (vedi Seattle Aquarium) e sono previsti comunque alcuni sconti e vantaggi extra: li troverete illustrati nel carnet.

Andiamo a vedere quali sono le attrazioni comprese nel Seattle City Pass:

  • Space Needle
  • Seattle Aquarium
  • Argosy Cruises Harbor Tour
  • Museum of Pop Culture (MoPOP) oppure Woodland Park Zoo
  • Chihuly Garden and Glass oppure Pacific Science Center

Come si può notare, gli ultimi due punti dell’elenco propongono una scelta tra due attrazioni, e sono gli unici due casi in cui dovrete prendere una decisione: per il resto, acquistando il Seattle City Pass avrete diritto all’ingresso alle altre attrazioni indicate. Ecco cosa bisogna aspettarsi, nel dettaglio, da ogni singolo biglietto:

Space Needle

Il Seattle City Pass assicura l’ingresso Day/Night allo Space Needle, ovvero vi dà la possibilità di effettuare due visite in cima alla torre nell’arco della stessa giornata: fatene almeno una al tramonto, e lo spettacolo della città con il Mount Rainer in lontananza vi ripagherà.

  • Orario migliore: prima delle 11 e dopo le 19

Seattle Aquarium

Include un’ingresso a tutte le attrazioni dell’acquario e agli spettacoli che danno vita alla fauna marina che popola le acque della regione di Puget Sound.

  • Orario migliore: nei giorni feriali dopo le 13:00 in inverno e prima delle 11:00 in estate.

Argosy Cruises Harbor Tour

Seattle CardIl City Pass comprende una crociera della durata di 60 minuti su un battello Harbor Cruise, e una guida live che vi introdurrà al panorama del porto e della città che si gode dalle acque della Elliot Bay. Ricordiamo che è necessario presentarsi almeno mezz’ora prima dell’imbarco.

  • Orario migliore: la prima crociera disponibile al mattino

Museum of Pop Culture (MoPOP) oppure Woodland Park Zoo

La prima scelta che impone questo Seattle Pass riguarda due attrazioni molto diverse: se sceglierete il Museum of Pop Culture (MoPOP) avrete a disposizione un ingresso a tutte le esposizioni. Se invece amate gli animali, sceglierete l’ingresso al Woodland Park Zoo, che offre la possibilità di entrare in contatto con animali da tutte le parti del mondo (Alaska, Australia, Nuova Zelanda, Sud America e Africa). Il biglietto non è valido per le eventuali promozioni e offerte e le esposizioni stagionali potrebbero avere un costo extra.

  • Orario migliore
    • Museum of Pop Culture (MoPOP): nessuna indicazione in particolare
    • Woodland Park Zoo: giorni feriali dopo le 13

Chihuly Garden and Glass oppure Pacific Science Center

L’ultima scelta che dovrete fare è tra un ingresso al Chihuly Garden oppure al Pacific Science Center. Se sceglierete la prima, potrete fare ingresso nell’edificio vetrato della Glasshouse e aggirarvi per un giardino ricco di piante e installazioni dal grande impatto estetico, con il supporto di un audio tour compreso nel pass. Se invece opterete per il Pacific Science Center, dovrete aspettarvi un’esperienza in prima persona a contatto con la scienza, tra mostre e percorsi formativi: è compreso nel pass anche un documentario IMAX a scelta.

  • Orario migliore
    • Chihuly Garden: nessuna indicazione in particolare
    • Pacific Science Center: nessuna indicazione in particolare

Seattle Pass: in quali casi conviene acquistarlo?

Pass SeattleIl costo di un Seattle City Pass è, al momento, di 89$ per gli adulti e di 69$ per i bambini dai 4 ai 12 anni. Può essere acquistato sul sito ufficiale o in altri marketplace online autorizzati. In entrambi i casi vi basterà recarvi al desk di una delle attrazioni comprese e cambiare il voucher ricevuto via mail con il carnet. Attenzione: è possibile anche farselo spedire direttamente a casa, saltando di fatto un passaggio, ma a un costo ovviamente maggiore: scelta, questa, a nostro parere poco sensata.

Ma quando conviene acquistare un Seattle City Pass? Quand’è che si può risparmiare davvero qualcosa? Possiamo capirlo semplicemente portando un esempio. Immaginiamo di essere una famiglia formata da quattro persone (due adulti e due ragazzi tra i 4 e i 12 anni). Immaginiamo di aver a disposizione un paio di giorni a Seattle, e che sia nostra intenzione fare almeno 3 attrazioni: lo Space Needle, una crociera sul Puget Sound e la visita dell’EMP Museum.

Ecco quanto spenderemmo senza il Seattle City Pass:

  • Ingresso allo Space Needle: 142 $ circa
  • Biglietti per la crociera (2 adulti e 2 bambini): 83 $ circa
  • Ingresso al Museum of Pop Culture (MoPOP) (2 adulti e 2 bambini): 118 $ circa

Totale: 343 $ circa

Ecco invece quando spenderemmo con il Seattle City Pass:

  • Costo Seattle City pass per 2 adulti: 148 $
  • Costo Seattle City pass per 2 bambini (4-12 anni): 108 $

Totale: 256 $

Considerando che il risparmio è di circa 50$ e che nello stesso prezzo si hanno incluse anche altre due attrazioni, la convenienza appare evidente. Invece, se siete solo di passaggio a Seattle ed è vostra intenzione limitarvi a visitare una, massimo due attrazioni tra quelle elencate, molto probabilmente la convenienza verrà meno.

Dove acquistare il Seattle City Pass?

Noi vi segnaliamo tre siti dove acquistare il Seattle City Pass. Oltre al sito ufficiale, le altre sono due note ed affidabili agenzie di viaggio.

Acquista il pass sul sito ufficiale

Acquista il pass su Viator

Acquista il pass su Expedia

 

Dove dormire a Seattle? Consigli sui quartieri per hotel e b&b

Dove Dormire a Seattle

Che Seattle sia ricca di fascino è fuori discussione: la città più importante e moderna dello Stato di Washington è capace di far innamorare chiunque ci passi anche solo per qualche giorno. I quartieri in cui Seattle è divisa hanno tutti una propria forte e personale identità, che rende ognuna di queste zone un piccolo mondo a sé, che chiede di essere esplorato e vissuto a fondo.

Mentre nell’articolo sul clima di Seattle abbiamo suggerito il periodo migliore per il viaggio, nel nostro articolo su Cosa vedere a Seattle abbiamo invece parlato di quello che può offrire una visita approfondita della città, descrivendo i luoghi di interesse e le attrazioni che fanno un po’ da centro di gravità dei singoli quartieri. Se dovessimo fare una rapida sintesi, potremmo ricordare:

  • il futuristico Space Needle per Belltown (Seattle Center)
  • la vitalità di Pike Place Market e il lungomare di Alaskan Way (Waterfront Seattle)
  • l’eleganza di Pioneer Square, i grattacieli e i musei di Downtown
  • i locali alla moda, i ristoranti di qualità e le curate aree verdi di Capitol Hill
  • le stramberie degli artisti di Fremont
  • la tranquillità della zona residenziale di Lower Queen Anne 

La domanda a questo punto sorge spontanea: dove dormire a Seattle? Come scegliere il quartiere adatto alle nostre esigenze, al fine di sperimentare l’atmosfera cittadina nel modo più autentico possibile? Quali sono le zone più turistiche? E quelle con gli alberghi più costosi? In questo articolo vogliamo darvi alcuni consigli mirati su dove alloggiare in città, descrivendo rapidamente i vantaggi di un quartiere rispetto all’altro. Prima di leggere i nostri suggerimenti vi segnalo anche il nostro articolo dedicato al clima di Seattle e ai periodi dell’anno migliori per visitare la città.

Tutti gli alloggi disponibili a Seattle

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Dove dormire a Seattle? Le zone consigliate

Cominciamo con quelli che, per l’offerta di hotel e b&b e per l’interesse turistico della zona, sono i quartieri migliori dove dormire a Seattle.

Belltown

Dove Dormire a SeattleIl quartiere di Belltown, che si identifica con l’area cittadina che viene chiamata anche Seattle Center, è la scelta più strategica che si potrebbe fare in ottica di una visita delle principali attrazioni della città. Scegliendo uno degli alloggi che si trovano a Belltown si ha la comodità e la certezza di svegliarci a due passi dai futuristici Space Needles e Experience Music Project (un must!), ma anche nei pressi di Pike Place Market e del lungomare, nonché di tutta la Downtown e Pioneer Square. Da questo quartiere, in sostanza, parte il raggio di quasi tutti gli itinerari più stimolanti di Seattle.

Tutti gli alloggi disponibili nel quartiere di Belltown

Seattle Waterfront e Pike Place Market

Seattle Cosa VedereUn po’ più a sud di Belltown si trova la zona turistica per eccellenza di Seattle, che si estende dal lungomare di Alaskan Way (Seattle Waterfront) fino al noto, variopinto Pike Place Market, forse il luogo più vitale e caratteristico di tutta la città, dove peraltro si trova il primo Starbucks della storia. Oltre a queste due mete, nei dintorni di questo quartiere si trova il Seattle Aquarium, il Seattle Art Museum e, come si può facilmente intuire, tutta una serie di ottimi ristoranti di pesce. Anche in questo caso, la scelta di alloggiare in uno degli hotel o B&B situati sulle strade in salita intorno al lungomare e al mercato potrebbe rivelarsi interessante in funzione della visita della città, ma non solo, si tratta infatti della scelta migliore se si vuole conoscere da vicino il cuore verace di Seattle.

Tutti gli alloggi disponibili sul lungomare (zona di Pike Place Market)

Downtown e Pioneer Square

Dove Dormire a SeattleLa zona di Downtown è un reticolato di strade in saliscendi, disseminate di grattacieli e alberghi lussuosi e generalmente piuttosto costosi. Ci troviamo nel distretto finanziario e, di conseguenza, l’atmosfera è più formale: qui è più facile incontrare sul marciapiede un businessman che un artista. L’attiguo quartiere di Pioneer Square – il più antico di Seattle – è invece un po’ più sofisticato e caratteristico: i suoi palazzi di fine Ottocento restaurati e le eleganti piazze curate con stile eccentrico (vedi la pergola francese e il totem di Pioneer Square in foto) rendono questa zona un bel posto dove dormire a Seattle. Oltretutto, lungo i vialetti alberati di Pioneer Square, è possibile trovare negozi di antiquariato, gallerie d’arte e locali interessanti.

Tutti gli alloggi disponibili a Downtown Seattle

Tutti gli alloggi disponibili a Pioneer Square

Dove dormire a Seattle: tre alternative

Se non siete il tipo di viaggiatore che cerca in ogni modo di rimanere nel cuore della città, potreste prendere in considerazione l’idea di alloggiare in un hotel o un b&b situato nei quartieri un po’ più periferici. Questa soluzione è buona per chi vuole risparmiare qualcosa o fuggire dalle vie turistiche, ma può difettare di comodità per quel che riguarda gli spostamenti, anche se va detto che le zone che segnaliamo sono comunque adeguatamente collegate al centro con i mezzi pubblici.

Queen Anne Hill

Seattle dove dormireIl verdissimo quartiere di Queen Anne Hill è una zona residenziale tranquilla e decentrata, l’ideale per chi voglia staccarsi dal turbinio urbano che coinvolge i quartieri centrali di Seattle. Si tratta di una collina che si eleva nella sezione nord-occidentale della città: la maggior parte degli alloggi disponibili si trova nella parte bassa della collina, chiamata appunto Lower Queen Anne Hill, non poi così lontano da Belltown e dal lungomare. Oltretutto, la zona è ben collegata al centro con i mezzi pubblici.

Tutti gli alloggi disponibili sulla Queen Anne Hill

Capitol Hill e Fremont

I due quartieri a nord del centro di Seattle possono rappresentare un’opzione abbastanza valida per chi non abbia trovato alloggi di suo gradimento negli altri quartieri di Seattle. Capitol Hill è il più vicino a Belltown ed è noto per l’atmosfera eccentrica e giovanile che si respira lungo strade di un’eleganza piuttosto radical chic: qui ci sono molti bar di artisti, locali gay, discoteche e ristoranti alternativi, ma anche vaste aree verdi dove si può passare un pomeriggio in relax, una su tutte Volunteer Park.

Tutti gli alloggi disponibili a Capitol Hill

Il quartiere di Fremont si trova sull’altra sponda del Lake Union ed è, se possibile, ancora più bislacco e anticonvenzionale di Capitol Hill, anche se turisticamente meno organizzato. Delle sue bizzarrie abbiamo già parlato nel post su cosa vedere a Seattle: qui ci preme dire che pernottare in uno degli alloggi disponibili – non molti in realtà – è una scelta magari anticonvenzionale, ma un po’ scomoda ai fini di un’agevole visita della città.

Tutti gli alloggi disponibili a Fremont

Mappa delle zone e dei quartieri di Seattle

Seattle cosa vedere: luoghi di interesse e attrazioni da visitare nella Emerald City

Seattle Cosa Vedere

Sarà pure un po’ fuori dai circuiti turistici classici della West Coast, ma Seattle, col suo fascino di fresca città contemporanea circondata da una splendida natura, riuscirebbe a convincere chiunque decida di raggiungerla, anche se le condizioni climatiche non sempre sono favorevoli ai fini di una visita confortevole: siamo nel remoto e freddo Northwest americano, nello stato di Washington, a poco meno di 150 miglia dal confine col Canada; il mese più “caldo” è luglio, che raggiunge a malapena i 25° come temperatura massima, assestandosi su una media di 18-19°.

Tuttavia, come puoi leggere nel nostro articolo con i consigli su quando andare a Seattle, il clima è leggermente mitigato dalla presenza del mare e del lago: la città si trova in una striscia di terra tra il Washington Lake e la Baia di Puget Sound, che incanala le acque del Pacifico in un complesso di rami e insenature che arrivano fino a lambire la costa di Olympia, capitale di Washington.

Seattle è chiamata anche Emerald City, a causa della presenza di rigogliose aree verdi sparse per il territorio urbano, ma è nota soprattutto per il suo skyline futuristico, caratterizzato dalla presenza del fantascientifico Space Needle e di altri incredibili edifici e grattacieli. Non solo… Seattle è la patria di Starbucks e Microsoft, è habitat naturale per intellettuali e artisti, ha visto nascere i primi gruppi grunge e ha prestato alcune location a una serie tv cult come Twin Peaks. Insomma, come vedremo, i luoghi di interesse e le attrazioni sono numerose a Seattle.

Cosa vedere, dunque? In questo articolo vogliamo farvi una panoramica sintetica ma completa di cosa vedere in città, dandovi anche qualche consiglio mirato un po’ fuori dagli schemi, nel caso, la vostra permanenza sia un po’ più lunga del previsto e abbiate finito di visitare le attrazioni principali.

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Seattle cosa vedere: mappa delle attrazioni e luoghi di interesse principali

Come accennato, le cose da vedere in città sono molte, ma grazie a questa mappa potrete capire quali sono le attrazioni, le zone e i quartieri che vale la pena visitare durante un viaggio a Seattle.

Seattle Centre: benvenuti nel futuro

Space Needle

Space needle Cosa VedereDislocato dagli altri grattacieli, lo Space Needle di Seattle fu costruito nel 1962, quando la città ospitava la World’s Fair dell’Expo: come abbiamo detto questo è il simbolo della verticalità ultramoderna, il manifesto futuristico di Seattle. Cosa si può ammirare da questo incredibile grattacielo di forma missilistica? Tutti i turisti ambiscono a conquistarne la cima della “torre di Seattle”: all’altezza di 160 mt (su un totale di 184) si trova un punto di osservazione dal quale si può dominare lo skyline della Downtown e vedere, in lontananza, il profilo massiccio del Mount Rainer.

Prenota l’ingresso a Space Needle

Ingresso allo Space Needle con tour guidato di Seattle

Experience Music Project / Science Fiction Museum

Attrazioni SeattlePrima di parlare della Downtown e dei quartieri degli artisti, vogliamo brevemente descrivere uno degli edifici più chiacchierati e famosi di Seattle dopo lo Space Needle: l’Experience Music Project (museo situato dedicato alla fantascienza e alla popular music), con l’annesso Science Fiction Music. Se il contenuto di questo splendido museo di musica e fantascienza è osannato da tutti – e in particolare dagli amanti di Jimi Hendrix, dei Nirvana e del grunge in generale, nonché dagli appassionati di Star Wars e Sci-fi – lo stesso non si può dire della bizzarra, iperfuturistica struttura esterna dell’edificio, che suscita qualche perplessità ai visitatori.

Monorail

Attrazioni SeattleIn una città del futuro che si rispetti non può mancare una monorotaia sopraelevata: a Seattle si sentì quest’esigenza in occasione della già citata World’s Fair del 1962, e da allora esiste per l’appunto la Monorail che collega la zona di EMP e Space Needle alla Downtown (Westlake Center). Non male fare un giro su questa pseudo-navicella che transita a mezza altezza tra i palazzi  e i viali alberati del centro di Seattle. Le corse partono ogni 10 minuti e finiscono alle 23.

Downtown Seattle: cosa vedere tra mercati, musei e piazze verdeggianti

Pike Place Market

Seattle Cosa VedereNon appena arriverete nei pressi di Pike Place Market, vi sembrerà di sentire la brezza marina, l’odore e l’atmosfera di Fisherman’s Wharf e del Pier 39, e in effetti questo bel quartiere di Seattle può ricordare il lungomare di San Francisco, con un pizzico di cosmopolitismo e sregolatezza in più. Aggiratevi tra il trionfo di colori e profumi delle bancarelle del mercato e, se vi va, andate a cercare il primo Starbucks della storia, oppure uno dei molti ristoranti a buon prezzo dell’area.

Tour di Pike Place Market con degustazione

Seattle Waterfront

Seattle Cosa VedereDal molo 55 (Pier 55) di Seattle Waterfront partono dei battelli che offrono la possibilità di godere dello skyline di Seattle navigando nelle fredde acque della Elliot Bay, sullo stretto di Puget Sound. Ci sono vari itinerari, ma il più gettonato e a buon mercato è quello sulla Harbor Cruise, che fa un percorso panoramico ad anello, senza raggiungere Blake Island o il Washington Lake.

Maggiori informazioni sulla Harbor Cruise

Seattle Art Museum

Cosa Vedere a SeattleLasciando il lungomare, possiamo decidere di raggiungere uno dei luoghi di interesse culturale principali della città, il Seattle Art Museum, situato in un edificio architettonicamente all’avanguardia: all’interno si trovano opere di arte antica, moderna e contemporanea da tutto il mondo e una collezione di oggetti artistici e non delle tribù locali dei nativi. C’è una succursale del museo sulla Western Ave, sul mare: si chiama Olympic Sculpture Park ed è uno spazio museale sperimentale all’aperto che accoglie opere di arte contemporanea.

Pioneer Square e dintorni

Cosa Vedere a SeattleIl quartiere a sud della Downtown offre uno spettacolo un po’ diverso da quello che si è visto finora nel centro di Seattle: è una zona relativamente tranquilla ma eclettica, in cui si mescolano i tratti della metropoli urbana (si veda la Smith Tower, che è un grattacielo comunque datato) e l’atmosfera elegante delle piazze alberate, su tutte Piooner Square e Occidental Park: potrete rimanere un po’ disorientati (o innamorarvi perdutamente!) dalle strade di questa zona, dove convivono grattacieli, palazzi tardo-ottocenteschi e vialetti ombreggiati. Da non perdere la Pergola in ferro battuto che si trova su un lato di Pioneer Square: per un attimo vi chiederete se non siete arrivati a Parigi.

Capitol Hill e Fremont: l’avanguardia culturale di Seattle

In questi due quartieri a nord della Downtown si respira una Seattle completamente diversa; a Capitol Hill si rifugiano universitari e artisti a fare vita notturna, e i ristoranti sono tra i migliori della città per chi apprezza proposte più alternative e locali alla moda. Ecco le attrazioni e i luoghi di interesse da visitare nella Seattle degli artisti e dei musicisti rock:

Volunteer Park

Seattle Cosa VedereSituato nel movimentato quartiere di Capitol Hill, Volunteer Park è uno dei molti parchi di Seattle, il più curato nonché l’unico che possa vantarsi di ospitare le spoglie funebri di Bruce Lee: troverete la sua lapide nel cimitero del parco. Se per voi è funesto visitare la tomba dell’attore che ha fatto la storia delle arti marziali, dirigetevi verso la splendida serra che si trova nel centro del parco: l’ingresso è gratuito.

Le attrazioni di Fremont

Seattle Cosa VedereEcco quali sono le attrazioni più bizzarre da visitare (magari in bus o in macchina, vista la lontananza) nel quartiere di Fremont, che si trova a nord di Capitol Hill, superato il George Washington Memorial Bridge:

  • Fremont Troll: sotto un cavalcavia di Troll Avenue North si trova un troll che emerge dalle profondità della terra per divorare un automobile;
  • la statua di Lenin: a 5 min di distanza dal troll, un’altro ambiguo personaggio: ecco una statua di Lenin, portata nello stato di Washington dalla Slovacchia nel 1989;
  • Fremont Rocket: sulla stessa via, pochi metri più avanti vedrete un missile assurdamente inserito in un edificio.
  • Gas Work Park: un mini-parco sul canale, con annessa vecchia fabbrica dismessa. Il quadretto che ne viene fuori è curioso ed affascinante, e il panorama su Seattle è suggestivo ed emblematico.

Visita guidata alla scoperta di Fremont

Dopo aver fatto questa carrellata sulle principali cose da vedere in città, può essere utile leggere il nostro articolo dedicato a come muoversi a Seattle che vi aiuterà ad organizzare al meglio i vostri spostamenti.

City Pass Seattle: una soluzione per risparmiare

Se vi siete segnati sul vostro taccuino molte di queste cose da vedere a Seattle, avrete anche messo in conto di spendere un po’ di soldi, visto che in alcuni casi l’ingresso alle attrazioni è a pagamento. In questo caso, potreste decidere di acquistare il City Pass di Seattle, che comprende, tra gli altri, anche l’ingresso ad alcuni dei luoghi di interesse segnalati in questo articolo, a un prezzo complessivo conveniente: il risparmio è circa del 50% sulla spesa complessiva.

Se volete sapere se è conveniente o meno per il vostro soggiorno in città vi segnaliamo la nostra guida sul Seattle Pass. Di seguito invece trovate le attrazioni incluse:

  • Space Needle
  • Seattle Aquarium
  • Argosy Cruises Harbor Tour
  • EMP Museum oppure Woodland Park Zoo
  • Chihuly Garden and Glass oppure Pacific Science Center

Sito Ufficiale del Prodotto

Tour Seattle: escursioni in giornata nei dintorni

Seattle Cosa VedereNei dintorni di Seattle ci sono splendidi parchi nazionali ricchi di laghi, boschi, foreste pluviali e cascate: ecco quali sono le escursioni giornaliere che vi consigliamo di fare.

Mount Rainier National Park

Se salite in cima allo Space Needle non potrete non notare, in lontananza, il profilo mastodontico della vetta-stratovulcano Mount Rainier, alto 4.267 metri. In una giornata è possibile raggiungere il parco nazionale e godere dei suoi splendidi paesaggi.

Distanza da Seattle: 2.30 h (105 miglia circa)

Visita al Mount Rainier da Seattle con tour organizzato

Snoqualmie Falls

Lo sapevate che i luoghi di Twin Peaks si trovano in gran parte a Seattle e dintorni? Le splendide Snoqualmie Falls sono nientemeno che quelle della sigla della serie cult di David Lynch.

Distanza da Seattle: 1 h (55 miglia)

Visita guidata alle Snoqualmie Falls con tour vinicolo

Olympic National Park

Lo splendido Olympic National Park si trova nella Olympic Peninsula, a ovest di Seattle. La sua natura è varia e selvaggia e offre indimenticabili paesaggi alpini, laghi circondati da foreste pluviali e molto altro.

Distanza da Seattle: 2.30 h (82 miglia)

Visita a Olympic National Park da Seattle con tour organizzato

Dove dormire a Seattle?

La maggior parte degli hotel si trova tra la Downtown, Pike Place Market, Belltown e il centro di Seattle, e i prezzi in bassa stagione sono molto interessanti. Tuttavia, nei quartieri di Queen Anne e Ballard (a nord-ovest) o Capitol Hill potreste trovare delle buone soluzioni, in zone più tranquille e non lontane dal centro. Per dritte più specifiche date un’occhiata al nostro articolo su dove dormire a Seattle.

Tutti gli alloggi disponibili a Seattle